Bayern, Real, il Mondiale e il cuore Peñarol: chi è Guillermo Varela

Varela

¿Sos hincha de Peñarol? A muerte. Una risposta che non lascia alcun dubbio. Il cuore di Guillermo Varela è aurinegro e così sarà sempre, anche in caso di addio al Carbonero. Un addio che sembra ormai sempre più vicino, come confermato dal suo agente Pablo Bentancur: “Abbiamo raggiunto un accordo, Guillermo lascerà il Peñarol”. Sulle sue tracce ci sono la Sampdoria e la Fiorentina, da tempo alla ricerca di un terzino affidabile. Un’avventura in Italia di certo non lo spaventerebbe, ma piuttosto gli darebbe l’occasione di riscattarsi. Questa volta l’uruguaiano sembra veramente pronto al salto nel grande calcio, a differenza del 2013, anno del suo primo trasferimento in Europa.

Andiamo con ordine perché, come anticipato, la storia di Varela è indissolubilmente legata ai colori del Peñarol, club con il quale fece il suo esordio da professionista nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Da lì in poi una crescita costante, che lo portò a diventare uno dei punti fermi della nazionale uruguaiana Under-20, capace di centrare il secondo posto al Mondiale di categoria, giocato nel 2013 in Turchia, per l’appunto. I dirigenti del Manchester United rimasero impressionati dalle sue qualità già nel Sudamericano Sub-20, tanto da spingersi a formalizzare un’offerta irrinunciabile per il Carbonero. Nel primo anno in Inghilterra non scese mai in campo con la prima squadra e così i Red Devils decisero di mandarlo in prestito al Real Madrid Castilla, dove fu allenato da Zinedine Zidane. “Mi ha insegnato quanto sia importante il rispetto”, dichiarò successivamente in un’intervista.

Una volta tornato allo United, il giovane terzino riuscì ad accumulare una decina di presenze, tra cui spicca il debutto in Champions League contro il Wolfsburg, ma a fine stagione fu invitato da José Mourinho a cercarsi un’altra sistemazione e così finì in prestito all’Eintracht, su espressa richiesta di Niko Kovač. L’esperienza in Bundesliga però cominciò subito con un brutto infortunio. Varela rimase fuori per cinque mesi, ma al suo rientro riuscì a riconquistare il posto da titolare. Sarebbe dovuto partire dal primo minuto anche nella finale di Coppa di Germania contro il Borussia Dortmund, ma per colpa di un tatuaggio infetto non gli fu possibile. La società tedesca non la prese bene e lo rispedì in Inghilterra, dove rescisse il suo contratto con il Man U per firmare nuovamente con il Peñarol. In Uruguay è tornato a esprimersi ai livelli di inizio carriera, tanto da meritarsi la chiamata del Maestro Óscar Tabárez al Mondiale 2018. Ora nel suo futuro sembra esserci di nuovo l’Europa. Se sarà Italia o no, lo sapremo presto.

Matteo Palmigiano