Torque: il nome “meccanico”, il guardalinee improvvisato, il City e la finale in Uruguay

Il Torque è in finale dell’Intermedio 2018. Con il 2-0 inflitto al Progreso, la squadra di Pablo Marini ha vinto uno dei due gironi del torneo uruguagio: dovrà affrontare il Nacional, vincitore dell’altra serie e detentore della prima edizione dell’Intermedio, giocata lo scorso anno. Per il Torque è un periodo magico: quest’anno, per la prima volta, ha giocato la Primera División, mentre ora potrebbe vincere addirittura un trofeo, mentre una grande come il Peñarol dovrà stare a guardare e riorganizzarsi dopo l’esonero di Leo Ramos e l’assunzione al su posto dell’ex Cagliari Diego López.

La storia del Torque, giovane club di Montevideo fondato nel 2007, cominciò durante la Copa América in Venezuela, quando un uomo d’affari uruguagio stabilitosi a Cancún decise di tornare in patria e dare vita a una squadra di calcio. Il nome lo scelse il primo allenatore della storia del club, il tecnico elettromeccanico Mauricio Yaurreche: “Torque significa un momento de fuerza”. Il cammino culminato nella stessa notte in cui l’Uruguay battendo l’Uzbekistan ha salutato il Paese prima del Mondiale davanti al Centenario strapieno iniziò nelle serie amatoriali, quando nacque anche un ambizioso soprannome: La Celeste, proprio come la nazionale. Nel 2013, durante una partita di Ascenso (seconda serie uruguagia), il Torque affrontò il Deportivo Maldonado, il misterioso club che formalmente ha posseduto il cartellino di giocatori di livello come Jonathan Calleri, Marcelo Estigarribia e Pablo Osvaldo: durante il match, Javier Castro, guardalinee, si infortunò alla caviglia, senza dar segni di poter proseguire il proprio compito. Nella più totale disorganizzazione, i tifosi del Deportivo Maldonado indicarono dagli spalti Domingo Pérez, preparatore atletico con passato da allenatore in Canada, figlio di Domingo Salvador Pérez, Campione d’America con La Celeste (quella vera). Pérez voleva trascorrere una domenica tranquilla guardando una partita d’Ascenso, ma si ritrovò a sbandierare i falli laterali e i fuorigioco in abiti casual.

Nel 2017, la storia del Torque trovò la svolta: il City Football Group, padrone di diverse società calcistiche nel mondo tra cui il Manchester City, decise di entrare prepotentemente in un movimento calcistico così caldo: il Torque diventò proprietà del gruppo, finendo nella famiglia insieme al Yokohama Marinos, al New York City e al Melbourne City. L’effetto City non tardò di un secondo e nel giro di un anno La T salì in Primera División, dove oggi disputa la propria prima stagione, mentre è a un passo da un’impresa storica.

Federico Raso