Il Tolima si affida alla Madonna e vince il campionato colombiano

Ángelo Rodríguez, il totem offensivo uscito malconcio dalla finale d’andata persa a domicilio con l’Atlético Nacional, non si è presentato nelle migliori condizioni per la gara di vuelta, tanto da lasciare il posto a Marco Pérez dopo appena un tempo, ma all’Atanasio Girardot di Medellín il Deportes Tolima ha potuto contare su un rinforzo “speciale” per centrare una clamorosa impresa ed entrare nella storia del calcio colombiano: la Vergine Maria, goliardicamente inserita dall’equipo vinotinto y oro nell’elenco dei convocati per la finalissima.

Serviva un vero e proprio miracolo, del resto, a los Pijaos per ribaltare lo 0-1 dell’andata ad opera di Dayro Moreno, stravolgere un copione già scritto e conquistare la seconda stella della loro storia dopo quella vinta nel 2003. Il rendimento casalingo dell’Atlético Nacional, infatti, avrebbe fatto tremare chiunque, sconsigliando di sognare anche al più convinto degli ottimisti: davanti al proprio pubblico i Verdolagas venivano da una cavalcata impressionante, avendo superato per la quarta volta nella loro storia il confine delle 30 partite senza sconfitte in campionato, senza contare che nessuno era riuscito a violarne il guscio difensivo durante tutto l’arco dell’ultima temporada. Non solo: la Máquina Verde non perdeva in finale dal 2004, quando fu il Junior a sfilarle il titolo, e aveva sempre finito per coronarsi campione nelle due volte in cui si era aggiudicata la finale di ida.

Ma tutto prima o poi è destinato a finire, come si augurava in uno slancio d’ottimismo alla vigilia il Sonero Alberto Gamero, il riccioluto allenatore del Deportes Tolima: Nessuno ha fatto gol all’Atlético Nacional in trasferta? Bene, noi lo faremo. Ha avuto ragione, anche grazie alla complicità di un Atlético Nacional apparso fin troppo rilassato dopo la vittoria dell’andata: grazie a un grossolano errore di calcolo del Mono Monetti, ingannato da una deviazione di Campuzano su un tiro-cross altrimenti innocuo di Sebastián Villa, e un gol all’ultimo tuffo di Danovis Banguero, sempre con la complicità di Monetti, ad aggiungere pathos dopo il momentaneo pari verdolaga di Vladimir Hernández, e alle parate di Álvaro Montero, decisivo durante la tanda de penales, il sogno del Deportes Tolima è diventato realtà.

Un’impresa memorabile, quella compiuta dai pijaos, da premiare con il giusto riconoscimento, persino più ghiotto del previsto: per spingere la truppa di Gamero, infatti, la società tolimense non aveva badato al portafogli, aumentando da 500 a 700 milioni di pesos, proprio alla vigilia della partita, il premio da versare al plantel in caso di conquista del titolo.

Vin Lacerenza