Il ritorno al gol di Thiago Neves e il Mineirazo della U. De Chile

Thiago Neves

Stavolta è andata bene. Esattamente dieci anni fa, con la maglia del Fluminense, Thiago Neves diventava l’unico giocatore ad aver segnato una tripletta in una finale di Copa Libertadores. In quella doppia finale però la Copa l’alzò la LDU del Patón Bauza dopo i calci di rigore e le sue reti si rivelarono inutili.

Dopo quei gol però, O Maestro non è riuscito più a segnare nelle competizioni internazionali sudamericane. Proprio per questo in settimana con un intervento quasi profetico aveva parlato così ai media brasiliani: “Che Dio mi liberi. Giovedì finirà. È già tanto tempo che non segno e giovedì tutto questo finirà, il Cruzeiro segnerà e giocherà una buona partita. Questo è ciò di cui abbiamo bisogno, e lo dobbiamo fare per la nostra gente, la torcida e la dirigenza”. Ha aggiunto poi: “La Libertadores ovviamente è un’ossessione, per il modo in cui mi è sfuggita nel 2008. Voglio vincere, perché sono un giocatore competitivo, entro in campo per diventare campione. Tutto il mondo vuole vincere. Voglio fare la storia del Cruzeiro”.

Gli incantesimi sono destinati a spezzarsi, e allora a distanza di dieci anni dall’ultima volta, TN30 ha trascinato la Raposa con una doppietta nel 7-0 complessivo alla U. de Chile. Al Mineirão hanno completato l’operta Rafinha, De Arrascaeta, Rafael Sóbis e una doppietta di Sassá, completamente ristabilito dopo il calcio volante ricevuto in pieno volto dall’ex Fiorentina, Gilberto, nell’ultimo turno del Brasileirão.

La U ha terminato la prima frazione in inferiorità numerica per l’espulsione di Vilches, e a inizio ripresa è rimasta in nove per il rosso a Echeverría. Momento difficilissimo per il Romántico Viajero che nelle ultime due partite ha subito 13 reti tra campionato e Copa.

Se per Thiago Neves la vittoria sui cileni è stata una liberazione, per Pinilla è stato l’esatto opposto. L’ex di Atalanta e Cagliari tra le altre, è tornato al Mineirão per la prima volta dopo la sconfitta ai rigori col Brasile nel Mondiale 2014, in una partita dove la traversa gli negò il gol qualificazione ai supplementari, che sancì l’eliminazione della Roja. Pinigol ha vissuto il suo personale Mineirazo, così come il suo allenatore Hoyos, già abituato a subire umiliazioni così pesanti in Copa Libertadores, come gli capitò nel 2012 con il suo Bolívar contro il Santos di Neymar.

Mattia Zupo