Assenti sia Tévez che Ham ma La Paternal non dimentica

Ham

L’Argentinos Juniors ha battuto il Boca Juniors 2-0, ma il grande protagonista della partita non era in campo: Carlos Tévez, ancora alle prese con i dolori alla spalla destra dopo la gara con l’Alianza Lima, non è infatti tornato sul luogo del delitto.

A La Paternal non hanno dimenticato quanto accaduto il 19 settembre 2015, quando l’Apache, già autore di una doppietta, aveva procurato a Ezequiel Ham, marcatore dell’unico gol del Bicho, la frattura di tibia, perone e caviglia con un’entrata quanto meno avventata, non sanzionata però dall’arbitro. Tévez, ovviamente, aveva dichiarato di non aver avuto cattive intenzioni, spiegazione accettata da alcuni colleghi, come Damián Batallini, attaccante dell’Argentinos, ma non dai tifosi.

Ham, all’epoca un promettente ventunenne che, dall’esordio nel marzo del 2014, aveva giocato diciannove partite con la maglia del Bicho, è tornato in campo nel maggio del 2017, dopo un anno e mezzo di inattività, collezionando tre presenze prima di essere messo da parte, tra i giocatori non tenuti in considerazione dall’allenatore Alfredo Berti. Il Turquito ha dovuto così lasciare la squadra in cui è cresciuto e trasferirsi in prestito annuale al Gifu, nella seconda serie giapponese, con l’obiettivo di tornare a giocare con continuità.

In famiglia non sembrano avere dimenticato: al momento del ritorno di Tévez dalla Cina, il fratello di Ham ha infatti messo in guardia, con un tweet, gli under 23 del calcio argentino, perché era tornato el humilde quebrador de pibes. Buona memoria anche sugli spalti del Diego Armando Maradona, dove da settimane si pensava a come ricevere l’attaccante: inizialmente era circolata l’idea di presentarsi allo stadio sventolando radiografie per ricordare l’infortunio. L’assenza del giocatore, attribuita da qualcuno, come la vecchia gloria Pepe Castro, alla volontà di evitare l’accoglienza ostile del pubblico, non ha comunque frenato la fantasia dei tifosi: uno striscione paragonava Tévez al presidente argentino Macri, accusati di rovinare rispettivamente i giovani come Ham e gli anziani, mentre non mancavano i cori che accusavano il giocatore di essere un cagón e quelli che sul 2-0, a risultato ormai acquisito, ne chiedevano ironicamente l’ingresso in campo.

Marco Maioli