Le Chivas vincono il Clásico Tapatío in trasferta e diventano ‘padroni di casa’ al Jalisco!

Non solo all’Omnilife, lo stadio gioiello voluto fortemente da Jorge Vergara e inaugurato nel 2010, ma quando si tratta di disputare il Clásico Tapatío le Chivas si sentono a casa pure allo Stadio Jalisco, come ci ha fatto sapere lo stesso Rebaño Sagrado, utilizzando questo messaggio sui social per celebrare la vittoria e sbeffeggiare i nemici giurati.

Poco prima, infatti, una grande giocata del Maguito Orbelín Pineda aveva permesso alle Chivas di aggiudicarsi il Clásico della Perla de l’Occidente con gli acerrimi rivali dell’Atlas e inanellare il terzo successo consecutivo, ma l’esigente aficóin rojiblanca non è ancora del tutto soddisfatta, specialmente dell’operato del nuovo allenatore José Saturnino Cardozo: nonostante i recenti risultati abbiano mitigato un avvio di semestre non proprio eccezionale, sono ancora in molti a nutrire scetticismo nei confronti del Diablo Mayor, giudicato inadeguato per guidare le Chivas in match di cartello, rimpiangendo la gestione del Pelado Matías Almeyda.

Se questi possono sembrare dei semplici capricci, ben più gravi, invece, sono i problemi dell’Atlas. Gli Zorros, a secco di titoli da più di mezzo secolo, non segnano da aprile e in generale stanno vivendo uno dei periodi più cupi della loro turbolenta storia. Mentre dagli spalti dello stadio Jalisco si moltiplicano gli inviti alla proprietà di passare la mano al grido di “Fuera Guzmán”, infatti, le cose sul campo non vanno tanto meglio: in questa Apertura i rojinegros non hanno ancora trovato la via del gol, “togliendo” al Querétaro la palma della più lunga astinenza goleadora nei tornei corti (548 minuti), e avvicinandosi pericolosamente al record negativo di tutti i tempi fatto registrare nel 1981, quando l’Atlas rimase a secco per ben 1076 minuti, dalla quattordicesima alla venticinquesima giornata.

C’è, però, ancora un po’ di tempo per invertire la rotta ed evitare di entrare nella storia dalla porta sbagliata. A secco da 809 minuti, calcolando anche l’ultimo Clausura, la deadline da non oltrepassare per gli uomini di Luis Gerardo Espinoza è fissata per il minuto 87 della gara con il lanciatissimo Cruz Azul, in programma tra tre partite all’Estadio Azteca, ma l’hinchada rojinegra, già in ebollizione per le annose vicende societarie, spera ci possa volere qualcosa meno per tornare a gioire.

Vincenzo Lacerenza