Messico, scandalo a luci rosse: i tifosi chiedono il perdono di Herrera

Héctor Herrera, allontanatosi negli scorsi giorni con il permesso di Osorio dal ritiro del Tri per risolvere alcuni problemi familiari, non è stato molto tempo lontano dai suoi compagni, rientrando dopo appena ventiquattro ore per prepararsi al meglio in vista dell’amichevole contro la Danimarca: secondo i ben formati, non si sarebbe trattato di problemi di salute o di altre cose particolarmente gravi, ma di semplici grane di natura coniugale spuntate fuori all’indomani dell’escortgate in cui è stato coinvolto assieme ad altri sette compagni.

A sganciare la bomba è stata la rivista di gossip TV Notas, pubblicando un dettagliatissimo collage di foto in cui si vedevano diversi esponenti di spicco del Tri tra cui Memo Ochoa, Raúl Jiménez, Giovani e Jonathan dos Santos, in una villa di Chapultepec assieme a un esercito di escort poco prima della partenza per l’Europa e subito dopo l’amichevole di despedida vinta 1-0 con la Scozia all’Azteca: secondo i testimoni, interpellati dagli organi di informazione, il festino a luci rosse si sarebbe protratto addirittura fino alle quattro del pomeriggio del giorno successivo.

Nonostante tutto questo, però, mentre Herrera riceveva l’appoggio dei tifosi, che si sono dati appuntamento sui social per una marcia in cui chiedere alla moglie di perdonarlo,  per una volta la Federazione messicana ha preferito chiudere un occhio sull’accaduto spiegando come i giocatori si trovassero nel loro tempo libero: “Fa parte della vita, sono i rischi che si corrono quando si concede la libertà“, ha tagliato corto Guillermo Cantù, il segretario generale della Femexfut, mostrandosi contrario ad ogni tipo di sanzione nei confronti degli otto giocatori incriminati.

Una sorte diversa toccò, invece, sette anni fa ad otto giocatori della nazionale Sub-22 tra cui Jonathan dos Santos e Marco Fabián, saliti sul banco degli imputati ora come allora. Il gruppetto aveva passato più di una notte in compagnia di alcune prostitute, ma lo scandalo non sarebbe mai scoppiato se queste non si fossero date da fare, ripulendo a fondo tutte le camere dell’hotel di Quito dove alloggiavano i giocatori mentre il Tri era impegnato a disputare un’amichevole con l’Ecuador: una volta beccati, dos Santos e i compagni furono costretti a un esilio forzato di sei mesi dal Tri, oltre a essere condannati a pagare una multa di 50 mila pesos. La stessa che ricevettero Guillermo Ochoa, Francisco Maza Rodríguez, Carlos Salcido, Andrés Guardado, Gerardo Torrado, Pablo Barrera, Giovani dos Santos, Javier Chicharito Hernández, Rafael Márquez, Enrique Esqueda ed Héctor Moreno, mentre Carlos Vela ed Efraín Juárez furono sospesi per sei mesi, quando nel settembre del 2010 vennero paparazzati con delle escort in un hotel di Monterrey dopo un’amichevole con la Colombia: secondo le confessioni del noto trans Yamile, a organizzare l’orgia, preoccupandosi di ingaggiare le professioniste del sesso, era stato Carlos Salcedo.

Non certo una novità, anche perché prima di lui, almeno stando ai ricordi di José Ramon Fernandez, decano del giornalismo sportivo messicano, per adempiere a quel “ruolo” era esistita persino una figura specializzata: “Quando La Volpe era il Ct, c’era una persona incaricata di organizzare le feste e portare le ragazze. Me lo ha raccontato David Medrano (altro popolare giornalista), non si può negare“.

Vin Lacerenza