Il triangolo del Rubio Ñu e lo scandalo sessuale del calcio in Paraguay

Rubio Ñu

Se sulla veridicità del video a luci rosse di Dele Alli, filmato mentre riceveva del sesso orale da una ragazza rimasta anonima, si possono nutrire dei dubbi (col giocatore inglese che giura di non essere lui e annuncia azioni legali), la foto intimissima che ritrae il presidente del Rubio Ñu, una modesta squadra paraguaiana, a letto con il viso appoggiato sul petto nudo di un suo giocatore, appare piuttosto inequivocabile.

Dietro ci sarebbe una storia di gelosie, ricatti e tradimenti. A quanto pare il regista occulto di tutta questa faccenda, colui che poi con un click avrebbe messo la foto sul web e destato scalpore un po’ ovunque, sarebbe l’agente di Bernando Gabriel Caballero, il calciatore della foto incriminata. Sul movente, invece, la situazione è complicata: alcuni addirittura ipotizzavano che lui stesso facesse parte del triangolo, ma secondo la ricostruzione più accreditata l’intenzione del procuratore era semplicemente quella di far precipitare il prezzo del cartellino del proprio assistito per facilitarne la cessione. Perché, stando a quando scoperto dai media paraguaiani, Caballero aveva già più volte ribadito la volontà di cambiare aria, incontrando però il fermo diniego del presidente Antonio González con cui aveva una storia d’amore, almeno stando alle parole di quest’ultimo.

Non sorprende più di tanto, quindi, se, una volta capita l’antifona, González si sia sentito tradito e abbia reagito di conseguenza, senza ponderare le conseguenze, come fanno quegli innamorati sedotti e poi, almeno dal loro punto di vista, inspiegabilmente abbandonati: “Siamo sinceri, era una persona speciale per me. Ha avuto un sacco di privilegi e ha guidato auto che mai si sarebbe sognato di possedere in vita sua: Mercedes Benz, Land Cruiser, Prado, Hilux“, ha chiarito ai microfoni di Hoy Paraguay. Non contento ha rincarato la dose su Facebook, girando un video piuttosto pittoresco in cui ha criticato aspramente i modi del procuratore, prima di stracciare il contratto dell’infedele Caballero e minacciarlo di fargli terra bruciata intorno: “Non giocherai mai più a calcio“, ha urlato a un certo punto. La risposta del procuratore di Caballero non solo non si è fatta attendere, ma è stata anche più velenosa del previsto. E se confermata aggiungerebbe ulteriore drama alla vicenda: “Non è vero che avevano una relazione: il presidente lo obbligava a stare con lui se voleva giocare“, ha aggiunto, ribaltando completamente la versione di González, accusato anche di aver pubblicato la foto della discordia per dispetto. La relazione omosessuale in realtà Caballero ce l’ha proprio con il suo agente, come ha confermato successivamente a Olé.

Per vederci più chiaro, il magistrato Teresa Martínez ha deciso di ispezionare la sede del club e sequestrare i documenti relativi agli atleti minorenni: “Stiamo investigando per capire se alcuni calciatori sono stati trattenuti in questo club contro la loro volontà“. Tutto questo mentre il Comitato Esecutivo della Liga Luqueña si affannava a emettere un comunicato in cui chiariva che “Antonio González non è il presidente di nessun club“. Del resto è sempre così: in molti amano gli scandali, ma non le loro conseguenze.

Vincenzo Lacerenza