Riquelme campione, il titolo vinto con un ricorso e il presidente che voleva Beckham: il successo del Bolívar

Bolívar riquelme

La Paz festeggia ancora. Un anno fa fu The Strongest, dopo lo spareggio giocato alla vigilia di Natale, ora tocca al Bolívar di Beñat San José che con il pareggio contro il Nacional Potosí, ha vinto il Torneo Clausura.

16 vittorie in 22 partite, miglior attacco (59 gol segnati) e miglior difesa (solo 16 gol subiti) i dati impressionanti dell’Academia di La Paz.

E vincere non è stato facile. Mentre The Strongest confermava la rosa dello scorso anno, il Bolívar perdeva giocatori importanti come Ronnie Fernández, Erwin Saavedra, Nelson Cabrera e Juanmi Callejón, il gemello dell’esterno del Napoli. Marcelo Claure, presidente del club, a maggio 2016 decise di ricostruire tutto affidandosi a Beñat San José, 38enne basco di San Sebastián che in un anno e mezzo ha cambiato la filosofia di gioco del Bolívar.

La struttura costruita da Beñat si basa su principi di gioco offensivi, che hanno esaltato i componenti del reparto avanzato. Marcos Riquelme è il giocatore ad averne beneficiato di più: acquistato nell’ultima sessione di mercato dall’Audax Italiano, il centravanti argentino è tornato ad essere decisivo grazie soprattutto al feeling con il compagno di reparto Walter Ferreira. La punta, omonima del fisioterapista che permise a Luis Suárez di giocare il Mondiale in Brasile, fa parte del gruppo uruguaiano della rosa, assieme al trequartista Leandro Gastón Sirino (capocannoniere dell’anno solare con 18 gol) e Mauricio Prieto, il leader della difesa celeste. Tutti, a modo loro, protagonisti di questo successo.

Il Bolívar ha tenuto un rendimento costante nel tempo, riuscendo anche a rimanere imbattuto nei due clásicos. Quello di ritorno, decisivo per il titolo, i ragazzi di Beñat lo hanno pareggiato 0-0, togliendo a The Strongest ogni speranza di successo.

I due punti decisivi però sono arrivati fuori dal terreno di gioco. Dopo il 2-2 contro il Jorge Wilstermann, la società ha fatto ricorso perché gli Aviadores avevano schierato cinque stranieri contemporaneamente, cosa vietata dal regolamento. La decisione di assegnare la vittoria a tavolino al Bolívar, nonostante il regolamento parlasse chiaro, ha destato molte proteste, dato che il presidente Claure è visto dagli altri club come una sorta di padre padrone del calcio boliviano.

Amico intimo di Evo Morales e magnate della telefonia, Claure partecipa attivamente a tutte le attività di sviluppo che riguardano il calcio locale, e negli ultimi anni si è tolto la soddisfazione di costruire una squadra pronta a giocarsela anche in campo internazionale.

Il 2018 segnerà il ritorno del Bolívar in Copa Libertadores, quella coppa che Claure voleva far giocare a David Beckham solo tre anni fa, quando i ragazzi guidati da Azkargorta arrivarono fino alle semifinali. Ripetere quell’impresa sarà molto difficile, ma il Bolívar proverà a stupire un’altra volta.

Andrea Bracco