“Putin decime qué se siente”: negato il ‘banderazo’ argentino in Piazza Rossa

piazza rossa

L’appuntamento era già stato fissato, da mesi, sui social network: venerdì 15 giugno, un giorno prima del debutto mondiale dell’Albiceleste con l’Islanda, i tifosi argentini si sarebbero riuniti nella Piazza Rossa di Mosca per un banderazo. A quattro anni dall’invasione di Copacabana e da “Brasil, decime qué se siente”, il mondo avrebbe assistito alla passione del tifo argentino.

Mosca, però, non è Rio de Janeiro: come avvertivano già alcuni dei 300 argentini residenti in Russia nelle scorse settimane, la polizia potrebbe non permettere lo svolgimento di manifestazioni di questo tipo. Ora arriva anche la Cancillería, ovvero il ministero degli esteri, a mettere in guardia quegli argentini, possessori di 44.882 biglietti per le partite mondiali, che potrebbero essere intenzionati a replicare la grande festa di quattro anni fa.

Nel Paese di Putin, infatti, leggi piuttosto restrittive regolano le manifestazioni pubbliche: qualunque concentrazione di più di cento persone, fuori dai luoghi appositamente creati come i Fan Fest, potrebbe essere dispersa dalla polizia, a meno di non essere preventivamente approvata dalle autorità. Chi opponesse resistenza, peraltro, potrebbe essere arrestato e costretto a pagare una multa o, peggio, essere soggetto a sanzioni penali.

Indicazioni anche per l’uso di bandiere e striscioni, permessi all’interno degli stadi in base alle norme FIFA, da usare con attenzione, invece, sul resto del territorio russo: secondo i consigli del ministero, infatti, meglio non esporre in pubblico bandiere con scritte di qualunque tipo, anche le più innocue, per evitare che vengano intese come slogan estremisti, con connotazioni politiche o sociali o comunque volti a turbare l’ordine pubblico. Ai tifosi argentini non resta che bere: sarà possibile farlo a Espacio Argentina, bar-ristorante nel centro di Mosca, approvato ufficialmente dall’AFA, dove sarà possibile assistere a tutte le partite.

Marco Maioli