Matías Pellegrini: il diciottenne che ha fatto crollare la leadership del Boca dopo quasi 2 anni

Pellegrini

Dopo 46 turni e 617 giorni il Boca Juniors non è più in testa al campionato argentino e la colpa, o il merito, è di un diciottenne che, quando il periodo d’oro xeneize è iniziato, nel 2016, poteva avvicinarsi a Carlos Tévez, come ogni raccattapalle, soltanto per una foto. Due anni dopo Matías Pellegrini, dopo essersi svegliato nella notte di sabato sognando un gol al Boca, affonda effettivamente nella difesa dei campioni in carica e conclude da fuori area per il 2-0 dell’Estudiantes mentre a Carlitos, seduto in panchina per novanta minuti, non resta che guardare.

Due anni in cui, al ragazzo, è accaduto di tutto, dalla convocazione nella nazionale Sub-20, grazie alla quale, nell’ottobre 2017, si è potuto allenare (e fotografare) con il suo idolo Lionel Messi, fino al debutto in prima squadra, a luglio, in Copa Argentina, concessogli dallo stesso Chino Benítez che lo aveva allenato nella Reserva. I dirigenti del Pincha non hanno perso tempo, facendogli firmare il suo primo contratto, con una clausola rescissoria da venti milioni di dollari.

Accompagnato dal campo, dopo il suo primo gol, da una standing ovation dei tifosi, Pellegrini iniziava le scuole elementari quando due degli attuali compagni di squadra, Pablo Lugüercio e Mariano Andújar, festeggiavano la vittoria dell’Apertura 2006. E proprio negli anni della scuola, vestendo la maglia del CRIM, dà così tanti dispiaceri ai pari età dell’Estudiantes da costringere il Pincha ad acquistarlo; non è, tra l’altro, il primo a passare dalla tranquilla cittadina di Magdalena, undicimila abitanti, a La Plata. Prima di lui è toccato a Guido Carrillo, oggi centravanti del Leganés, con cui il Chueco, come lo chiamano dalle sue parti, è costantemente in contatto, perché il paese è piccolo e si conoscono tutti. È anche, a dirla tutta, un po’ scomodo: finora il ragazzo ha continuato a fare il pendolare, un’ora e mezza all’andata e altrettante al ritorno, tutti i giorni, ma dopo il gol al Boca il trasloco potrebbe diventare necessario.

Marco Maioli