Lo zigomo rotto di Verón e il ritorno di Mendieta: all’Olimpia il Clásico numero 300

Olimpia

Nell’Olimpia il totem William Mendieta tornava titolare, ma a punire il Cerro Porteño nel Superclásico numero 300 del fútbol paraguaiano sono stati Richard Sánchez e Néstor Camacho, impietoso nel sentenziare le ultime speranze cerristas in contropiede dopo una splendida giocata da arco a arco. Una vittoria, questa, dai mille significati per il Decano. Non solo la soddisfazione di aggiudicarsi il primo Súper del semestre con il Ciclón del barrio Obrero, già condannato all’impresa con il Palmeiras in Libertadores dopo essere stato travolto da una doppietta dell’ex Livorno Miguel Ángel Borja, ma anche quella di difendere, puntellando, ulteriormente il liderato nel torneo: “Nel primo tempo siamo stati perfetti. Abbiamo controllato la partita, a tratti dominato, mentre nel secondo ci siamo abbassati troppo, lasciando il pallino del gioco in mano al Cerro“, ha raccontato nel post-partita Daniel Garnero, l’allenatore dell’Olimpia, confermando il grave infortunio occorso all’Hechichero Darío Verón, uscito con uno zigomo fratturato intorno all’ora di gioco, e complimentandosi con l’insuperabile Alfredo Aguilar, autore di diversi prodigiosi interventi quando il risultato era ancora in bilico. Su questo è d’accordo anche Luis Zubeldía, l’allenatore del Ciclón. “Secondo me è stato il migliore in campo“. Gli interventi di Aguilar, bravo a tenere in piedi il Decano, sono stati poi capitalizzati da Richard Sánchez e Néstor Camacho, arrivato all’Olimpia un anno fa dopo aver speso tutta una carriera tra Argentina, Paraguay, Brasile e Colombia. Il “Tesado“, invece, non si è mai spostato dal Paese guaraní e sembra avere un conto aperto col Ciclón: il primo goal in campionato, il 21 Maggio di un anno fa, lo segnò proprio al Cerro Porteño in un Superclásico.

Vincenzo Lacerenza