Olimpia campione in Paraguay: il Rey de Copas torna a vincere in campionato

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LOlimpia è uno degli ossimori più significativi del calcio sudamericano. Se in campo internazionale il club di Asunción può fregiarsi del titolo di squadra più importante del movimento paraguaiano (tre Libertadores, una Coppa Intercontinentale e due Recopas), in patria nell’ultimo ventennio ha vinto davvero molto poco. Il terzo titolo è fresco di ufficialità, arrivato matematicamente nel Clásico contro il Libertad vinto 2-1.

«Il nostro obiettivo era tornare a competere per qualcosa e ce l’abbiamo fatta». Così ha parlato Daniel Garnero al termine della partita contro uno dei rivali storici della O. Il dt dell’Olimpia è stato chiamato proprio per riportare la squadra in alto. Come? In primis tramite la lenta ma costante ricostruzione di una mentalità che al barrio Mariscal López avevano perso da tempo. Poi, trasmettendo concetti di gioco semplici, essenziali ma allo stesso tempo efficaci: «Io non sono un genio – disse Garnero al termine del clásico giocato a marzo contro il Cerro Porteño – so di avere un gruppo di ragazzi straordinari e il mio compito è quello di farli rendere al meglio». Idee e umiltà: sono queste le migliori doti del 49enne originario di Lomas de Zamora, una delle zone argentine calcisticamente parlando più generose. La sua storia è legata a doppio filo con l’Independiente, club in cui Garnero spese otto anni da calciatore, prima di incassare la sua più grande delusione professionale da allenatore (nel 2010 durò solo una manciata di mesi sulla panchina del Diablo prima di essere esonerato).

Dopo un paio di esperienze tutt’altro che memorabili in Argentina, Garnero decise di tentare l’esperienza in Paraguay. Nella affascinante Villa Elisa, centro fondato all’inizio del secolo scorso da emigrati svedesi, Garnero poté rimettersi in discussione approfittando di un ambiente tranquillo e privo di qualunque pressione. Il Sol de América, sotto la sua gestione, giocò una delle sue migliori stagioni in Primera División, qualificandosi in Copa Sudamericana. Ma è al Guaraní, l’anno successivo, che a Garnero riuscì il capolavoro di vincere il titolo, guidando una squadra economicamente e tecnicamente inferiore alle quattro grandi della capitale. Il suo 4-2-3-1 esalta tutti gli effettivi in campo, ed è questo che ha fatto innamorare il presidente dell’Olimpia Marco Trovato. Il vulcanico numero uno del club ci ha messo parecchio per convincere Garnero ad accettare l’incarico, corteggiandolo fino allo scorso gennaio. E i risultati non hanno tardato ad arrivare: da quando è all’Olimpia, Garnero ha già battuto il record di risultati utili consecutivi (17, contro gli 11 della gestione 2011 legata a Pelusso) grazie soprattutto al miglior attacco del torneo, nel quale spiccano le figure di Roque Santa Cruz, arrivato a quota 100 presenze con la O, e degli esterni Cuero e Camacho, quest’ultimo tra i migliori giocatori del campionato.

Rey de Copas ma non solo: l’Olimpia è tornato a comandare anche in patria.

Andrea Bracco