Morelo: dal sogno di fare il pugile al record di Omar Pérez

Morelo

Lady Gaga ha impiegato dieci minuti per scrivere Born This Way; a Wilson Morelo ne sono bastati sette, a Valparaíso, per segnare una doppietta al Santiago Wanderers nell’andata dei preliminari di Copa Libertadores e prenotare un posto per il Santa Fe nella fase a gironi del torneo. Ne aveva segnato appena uno in più nella sua recente esperienza cilena, con la maglia dell’Everton, ma con i Cardenales è tutta un’altra storia: ora, in tre partite di coppa, le reti dell’attaccante colombiano sono già quattro.

Nato nel popoloso quartiere di Cantaclaro, a Montería, il giovane Wilson sognava di seguire le orme del fratello William e diventare un pugile: dopo tanti pomeriggi passati in palestra a osservare el Martillo sferrare pugni a sacchi di sabbia, però, all’età di dodici anni, interpellato dal padre, decise di optare per il calcio. Nessuno, d’altra parte, riusciva a fermare Vegeta, come lo chiamano per una presunta somiglianza con il personaggio di Dragon Ball, nei tornei su campi polverosi organizzati dal professore di educazione fisica; e in appena quattro anni, infatti, trovò il primo contratto da professionista. Il fratello, invece, venne ucciso a colpi d’arma da fuoco nel 2009, mentre stava andando ad allenarsi, probabilmente perché scambiato per qualcun altro dall’assassino.

Nel Bajo Cauca, in Primera B, con compagni di squadra di tutto rispetto come René Higuita e John Jairo Tréllez, Wilson dimostrò di saper segnare e passò all’Envigado; quindi, in compagnia di Dorlan Pabón, sostenne un provino con i Millonarios. Juan Carlos Osorio, oggi allenatore della nazionale messicana, decise di tenere Morelo e di rispedire a casa il futuro attaccante del Parma.

Campione nel 2011 con l’América de Cali, visse i suoi momenti migliori tra il 2014 e il 2015 con il Santa Fe, di ritorno dall’esperienza all’estero con il Monterrey: a Bogotá vinse campionato e, da capocannoniere, Copa Sudamericana; quindi, in una serata di Libertadores al Campín, segnò una tripletta al Colo Colo e un suo gol, con tanto di dribbling il portiere avversario Villar, gli procurò paragoni con Robben e la sue rete del 5-1 alla Spagna al Mondiale del 2014. Qualcuno, addirittura, ne chiese la convocazione in nazionale.

Tornato la scorsa estate al Santa Fe, Wilson Morelo veste ormai i panni dell’idolo di casa: i due gol segnati in Cile ne fanno il miglior marcatore dell’Expreso Rojo nelle competizioni internazionali con tredici reti, alla pari di Omar Pérez.

Marco Maioli