La triste fine del Mogi Mirim: dall’illusione Rivaldo all’ennesima retrocessione

Mogi Mirim

In uno dei più importanti centri dell’Interior paulista si è consumata l’ennesima tragedia sportiva: il Mogi Mirim Esporte Clube, per la quinta volta negli ultimi tre anni tra campionato nazionale e statale, è retrocesso di nuovo. Il saluto alla terza categoria del Paulistão è arrivato sotto una pioggia torrenziale e davanti al proprio stadio, che per l’occasione avrebbe dovuto ospitare la sfida salvezza contro il São Bernardo. Avrebbe, visto che in realtà il match non si è mai giocato: la federazione ha infatti annullato la partita in quanto, dopo aver dichiarato inagibile l’impianto cittadino, non è mai stata informata ufficialmente sul luogo dello spostamento. Un’inadempienza burocratica che è costata la sconfitta a tavolino al Mogi Mirim, ora relegato nella quarta serie professionistica brasiliana (la Série D) il torneo meno importante dello Stato.

Eppure, ci fu un tempo nel quale il Mogi Mirim veniva considerato il Terror do Interior. Erano gli anni ’90, infatti, quando il club si fece largo con prepotenza nel grande calcio, lanciando in prima squadra due talenti come Válber e Rivaldo, uno che ha giocato una parte importante per la società sia da calciatore che da dirigente.

Tra il 1992 e il 1993, il Mogi Mirim ottenne diversi risultati importanti; il migliore fu il secondo posto nel Trofeo João Havelange, manifestazione alla quale parteciparono tutti i club di San Paolo e Rio de Janeiro, vinta in finale dal Vasco da Gama. La squadra allora diretta da Vadão, attuale Ct della nazionale brasiliana femminile, riuscì comunque a stupire, ottenendo una serie di vittorie pesantissime, con il 4-0 inflitto in semifinale al Corinthians a coronamento di una cavalcata epica. Vadão, ai tempi, veniva considerato un innovatore. Il suo Mogi Mirim giocava un calcio propositivo e dinamico, ispirato liberamente ai principi dell’Olanda degli anni ’70.

Nelle ultime decadi la squadra ha frequentato le Serie C e B brasiliane, andando più volte vicina alla promozione nella massima categoria. A capo della società c’era Wilson Barros, presidente del club per quasi trent’anni, che messo di fronte ad alcune difficoltà economiche, nel 2014, decise di mettere in vendita la società. A questo punto entrò in gioco Rivaldo, che si espose economicamente con un unico obiettivo: portare il più in alto possibile la città che lo lanciò calcisticamente. Nel frattempo, l’ex Milan si prese anche la soddisfazione di giocare la sua ultima stagione da professionista al fianco del figlio, in quello che doveva rappresentare una sorta di passaggio di consegne mai realmente avvenuto.

Dopo i dubbi sollevati da qualche ex socio del club riguardo alcune operazioni non troppo trasparenti, Rivaldo decise di lasciare il Mogi Mirim. Il suo posto fu preso da Luiz Henrique de Oliveira, l’attuale numero uno della società, ricco industriale che al momento del suo insediamento promise investimenti e un progetto pluriennale finalizzato a riportare la squadra ai fasti degli anni ’90. Purtroppo il processo di crescita non è mai iniziato, e oggi il Terror do Interior non spaventa più nessuno.

Andrea Bracco