Mauricio Pinilla e l’esordio in Libertadores a 34 anni

Pinilla

Di cose, a trentaquattro anni, ormai Mauricio Pinilla ne ha fatte parecchie. Specie in Europa: oltre ad aver segnato un gol memorabile agli olandesi dell’AZ Alkmaar nella semifinale della Coppa UEFA 2004/05 quando giocava nello Sporting Lisbona, ha disputato la Champions League con altre tre maglie diverse da quella biancoverde dei portoghesi, e ha segnato una rete altrettanto indimenticabile con il Palermo in Europa League nel 2010.

Nel frattempo, quattro anni fa, allo scadere dei tempi supplementari dell’ottavo di finale mondiale tra il Brasile e il suo Cile, è andato vicino a trasformarsi in eroe nazionale e risparmiare ai verdeoro l’umiliazione del Mineirazo con la Germania. Quando però la profezia di Iván Zamorano, che prima della partita gli aveva telefonato, incitandolo a “realizzare quel sogno che io non ho potuto realizzare”, stava per avverarsi, la sua conclusione, stilisticamente perfetta, si è fermata a un centrimetro dalla gloria, proprio come i sogni della Roja, spegnendosi su quella traversa che poi abbastanza sadicamente si sarebbe fatto tatuare sulla schiena.

Eppure nel curriculum di Pinigol, sempre costantemente nel limbo tra la gloria e l’abisso, c’è ancora una lacuna da colmare: l’attaccante cresciuto nel barrio di San Miguel di Santiago non ha ancora mai giocato neppure un minuto in Copa Libertadores. Tornato la scorsa estate alla Universidad de Cile, laddove tutto era cominciato nel l’ormai lontano 2002 prima di essere prelevato precocemente dall’Inter grazie all’intermediazione della Pass Ball (l’agenzia di Hugo Rubio e Iván Zamorano) dopo aver già esordito in nazionale, l’occasione per aggiungere anche questa al lunghissimo elenco di cose già fatte sembra essere arrivata. “Sono molto felice. Il sogno di giocare la Libertadores con questa maglia si sta per realizzare. Sappiamo di avere una grande responsabilità. Vogliamo fare una bella figura, anche se sarà molto complicato dato che affronteremo le migliori squadre del Sudamerica“.

Pinigol usa il plurale per tirare in causa anche David Pizarro, altra vecchia conoscenza del nostro campionato, ora faro del centrocampo del Bulla. Un anno fa l’ottima condizione fisica mostrata dal “Pec” in allenamento ha impressionato Ángel Guillermo Hoyos , convincendo il tecnico argentino a metterlo sotto contratto nonostante fosse reduce da un semestre abbondante di inattività. La sue esperienza potrà sicuramente tornare utile agli Azules: “Siamo pronti, ora basta perole però: è l’ora di passare ai fatti“. Con i brasiliani del Vasco da Gama, ex squadra di Pinilla, colpiti negli scorsi giorni da un virus intestinale che è preso a diversi giocatori all’indomani della vittoria sul Madureira, sarà una gara speciale per entrambi. La speranza è quella di non fermarsi un’altra volta a un centimetro dalla gloria.

Vincenzo Lacerenza