Liziero e il rigore mai tirato: la stella del São Paulo frenata dal destino

Liziero

Un gol importante, ma non abbastanza. Il São Paulo saluta la Copa Sudamericana dopo la sconfitta ai calci di rigore contro il Colón, al termine di una partita portata ai supplementari grazie al gol di uno dei suoi astri nascenti.

Igor Liziero, a fine match, è seduto in mezzo al campo con il volto visibilmente scosso. Sarà perché perdere non fa mai piacere o sarà, forse, perché sarebbe stato lui a dover tirare l’ultimo rigore. Un rigore mai arrivato, visto che l’errore di Bruno Alves ha permesso agli argentini di chiudere in anticipo la pratica. Liziero aveva anche segnato l’unico gol della partita, arrivato grazie a una botta impressionante di sinistro da fuori area, dopo aver raccolto una palla vagante respinta da una mischia in area.

«Sono davvero dispiaciuto. Avrei preferito non segnare e passare il turno» ha commentato il baby prodigio paulista, una delle stelline del vivaio tricolor, lanciato definitivamente in prima squadra all’inizio di quest’anno.
Liziero è stato uno dei migliori giocatori della scorsa Copa São Paulo, uno dei tornei giovanili brasiliani più importanti, ma è diventato famoso soprattutto per essersi messo in mostra con la maglia delle rappresentative giovanili della Canarinha.

Arrivato a San Paolo all’età di 9 anni, Liziero ha raccontato di come il suo approdo al club paulista fu assolutamente casuale, frutto della fiducia di una zia che lo iscrisse a un provino compilando un format su internet. Fino a quel momento, il futsal era il suo unico interesse: «Arrivavo a giocare fino a otto ore al giorno: mai avrei pensato di aver futuro nel calcio» ha raccontato in una recente intervista. Il merito fu tutto di Zé Silva, il suo primo allenatore al São Paulo, che notando la sua tecnica individuale molto sviluppata gli chiese in quale ruolo giocasse. Non ottenendo risposta, decise di schierarlo un po’ ovunque, trasformandolo in un centrocampista completo, bravo a coprire più zone di campo e a rendersi pericoloso con le sue invenzioni, che nascono principalmente dal piede mancino.

Fino a oggi Liziero si è diviso tra prima squadra e under 20: dopo aver esordito coi grandi, è tornato a disposizione della seconda squadra per giocare la Libertadores di categoria, un’altra vetrina importante per mettersi in mostra. Poi, è arrivata anche la prima apparizione in Sudamericana: «Una grandissima soddisfazione per i sacrifici miei e della mia famiglia». Le sue giocate hanno già fatto il giro del mondo, tanto che nell’ultima sessione di mercato il ragazzo originario di Jalés è stato accostato a diversi club europei, tra i quali era presente anche la Lazio.

Il São Paulo, al momento, non vuole cederlo: «So di dover fare ancora esperienza, non sono pronto per andare via. Ma un giorno lo farò, è inevitabile: voglio poter sistemare economicamente le persone a cui voglio bene» ha raccontato a ESPN. Nel frattempo è diventato una pedina insostituibile nello scacchiere tattico di Diego Aguirre, che lo utilizza principalmente come centrocampista centrale. Lui, nel frattempo, fissa gli obiettivi: «Vincere col club è la cosa primaria, poi vorrei arrivare in nazionale. Vestire quella maglia è una cosa incredibile, l’obiettivo di ogni calciatore brasiliano». A 21 anni, il tempo è dalla sua.

Andrea Bracco