Lisandro López: il record di gol di testa, il trasferimento mancato alla Fiorentina e la grande opportunità con l’Inter

Lisandro

La necessità di rinforzare il pacchetto di centrali ha portato l’Inter a guardare in Portogallo. Dalla Superliga i nerazzurri hanno comprato Lisandro Ezequiel López, difensore del Benfica che a cinque anni dal suo approdo in Europa si è finalmente conquistato la chiamata di una big.

A 28 anni compiuti, López sbarca a Milano per giocarsi il posto con i due titolari del ruolo, Miranda e Škriniar, portando con sé la consapevolezza di chi, anche se con qualche anno di ritardo, è finalmente riuscito a guadagnarsi un’opportunità importante. La sua storia recente infatti è un insieme di occasioni perse: nel corso degli anni, Licha fu vicino più volte al passaggio a River Plate e Boca Juniors, fu corteggiato dall’Estudiantes, scaricato dal Santos e trattenuto dal Benfica per colpa di un infortunio alla mano di Luisão quando il suo trasferimento alla Fiorentina sembrava definito. Eppure, grazie soprattutto al suo carattere, López non ha mai smesso di credere in sé stesso, sfruttando ogni occasione per mettersi in mostra.

Nato a Villa Constitución nel 1989, da bambino militò un paio di squadre locali prima di essere notato da un osservatore del Chacarita durante una partita tra l’Academia Ernesto Duchini, il suo club, e il Real Arroyo Seco. Ai tempi López giocava come attaccante, un ruolo che penalizzava i suoi incredibili mezzi fisici. Il trasferimento nelle inferiores del Funebrero fu la svolta e l’inizio della sua carriera da difensore centrale. A 20 anni López fece il suo esordio con la prima squadra e nel campionato seguente, complici alcuni infortuni, si prese le chiavi della difesa del Chaca senza più uscire dal campo. La sua prima stagione da titolare però si concluse bene solo a livello personale, visto che alla fine di quel campionato il Chacarita non riuscì a evitare la retrocessione.

Lui rimase comunque in Primera División, visto che l’allora allenatore dell’Arsenal de Sarandí, Gustavo Alfaro, cercava un centrale di prospettiva da affiancare a Guillermo Burdisso. Quella coppia messa insieme negli ultimi giorni di mercato diventò una delle più forti del campionato, e si affermò in campo internazionale tra Copa Libertadores e Sudamericana. López giocò nel miglior Arsenal della storia, quello del titolo 2012, trasformato dalla famiglia Grondona in una delle favole più belle del calcio sudamericano. Nel sud di Buenos Aires giocò tre stagioni, facendo registrare il suo record personale di gol segnati (7 nel primo anno)  grazie alla sua specialità, il colpo di testa. Sotto la guida di Alfaro, Licha ricoprì diverse posizioni (giocò anche davanti alla difesa per un breve periodo), e le sue prestazioni gli valsero non solo la convocazione in nazionale, ma anche la chiamata nel gruppo dei 30 pre-selezionati in vista di Brasile 2014.

Il salto europeo, a quel punto, fu scontato: il Benfica lo ingaggiò per poi girarlo immediatamente in prestito al Getafe. A Madrid López trovò il suo spazio, ma con il ritorno a Lisbona e i diversi problemi fisici a catena degli ultimi anni, già da tempo si parlava di un suo possibile ritorno in Argentina.

Fortissimo di testa, ha costruito la sua carriera su questo fondamentale, ma in una recente intervista ha eletto il gol all’Olimpo, segnato di chilena, come il più bello della sua carriera. Tra le sue vittime preferite c’è il Boca Juniors, squadra contro la quale ha trovato il suo primo gol con la maglia dell’Arsenal a La Bombonera, prima di segnare agli Xeneizes anche nella partita di ritorno.

López è molto legato alla sua terra, una zona industriale nell’immensa provincia di Santa Fe, e al padre, tifosissimo dell’Unión nonostante Villa Constitución sia un paese con una concentrazione molto alta di aficionados del Rosario Central. «Non eravamo ricchi ma i miei genitori non mi hanno mai fatto mancare nulla. Eravamo una famiglia semplice che conosceva il significato di umiltà». Come quella che Licha si porterà in Italia, per coronare il proprio sogno e affermarsi in uno dei campionati più importanti del mondo.

Andrea Bracco