Leonardo Fernández: il ‘Jardinero’ uruguaiano

Leonardo Fernández

Quattro gol e due assist in cinque partite sono numeri importanti e appartengono all’enganche del Fénix, Leonardo  Fernández. La Joya del Capurro, come è stato ribattezzato, è un diciannovenne dal baricentro basso: solo 166 cm d’altezza ma tantissimo talento. Tanto che sua madre Gabriela dice che calciava di sinistro già da quando si trovava all’interno della sua pancia.

Ha debuttato a 16 anni in Primera División contro il Peñarol al Centenario di Montevideo, ma ha vissuto anche alcune delusioni dal punto di vista sportivo che l’hanno aiutato a maturare. È stato convocato dalla nazionale uruguaiana nella Sub-15, nella Sub-17 e nella Sub-20, anche se poi con la Sub-15 e la Sub-20 non è riuscito a entrare nella lista dei convocati finale per il Sudamericano o il Mondiale di categoria. Ciò gli ha provocato una forte delusione che però poi è sempre stata smaltita reagendo sul terreno di gioco.

In particolare dopo l’esclusione dal Sudamericano Sub-15 a causa di qualche comportamento sbagliato era arrabbiato col ct Garay, ma qualche anno dopo ha dichiarato: “Mi è servita per imparare. Mi sono reso conto di aver sbagliato ed è stato un passo enorme per la mia carriera. Questo è quello che significa il processo di crescita del ‘Maestro’ Tabárez e di tutti i suoi collaboratori”.

Grazie anche ai consigli del padre Cecilio, ex calciatore ma mai professionista che adesso fa il giardiniere, è maturato molto. Capita spesso che nei momenti di tempo libero vada ad aiutare il padre perché dice che almeno così si rende conto di quanto sia fortunato a essere un calciatore.

Il suo idolo resta Ronaldinho, ma attualmente ama guardare le gesta di Messi e Ronaldo. Sogna di giocare in Spagna o in Inghilterra e sta seguendo un corso di lingua inglese proprio per facilitare il suo ambientamento qualora qualche club europeo decida di acquistarlo. Intanto però si gode l’ottimo presente in maglia albivioleta aspettando di riconciliarsi con quella celeste della sua nazionale.

Mattia Zupo