Il difensore con i piedi da 10: la storia di Carlos Henao

henao

Due gol per voltare pagina, due gol che sanno di rivincita dopo una stagione complicata. L’Independiente Santa Fe vola agli ottavi di Copa Sudamericana e il merito è soprattutto di Carlos Henao, il mago dei calci piazzati. Ora lo sanno anche gli uruguaiani del Rampla Juniors, ultimi testimoni della qualità del suo mancino: due punizioni calciate divinamente che hanno deciso una partita priva di grandi spunti tecnici. In attesa che il León torni a giocare un buon fútbol, l’allenatore Guillermo Sanguinetti può guardare al futuro con una certezza in più.

Una certezza in difesa, ma che paradossalmente ha radici da numero dieci. Quando era un ragazzino, Henao giocava da volante offensivo, prima di venir schierato nel ruolo di terzino. Poi lo spostamento al centro, dovuto soprattutto alla sua fisicità. Dopo le prime partite nella Liga de Antioquia ha fatto il suo debutto nella Primera B colombiana con l’Expreso Rojo. Successivamente le avventure con Pasto, Envigado, Uniautónoma e América de Cali, prima della consacrazione definitiva nel Patriotas Boyacá. Le sue grandi capacità balistiche hanno messo d’accordo tutti, a partire dai dirigenti dei Millonarios, la squadra del cuore di suo padre. A Bogotà, Henao ha trovato le migliori condizioni per potersi esprimere, senza però riuscire a realizzare l’obiettivo che si era prefissato: vincere un titolo con gli Embajadores.

A fine stagione le statistiche lo hanno incoronato come il terzo miglior marcatore del club: 7 gol totali, 6 su punizione e 1 su rigore. La fine di un’altra tappa e l’inizio di un nuovo capitolo, che lo ha portato a vestire la maglia dell’Independiente Santa Fe, il primo rivale dei Millonarios. Sino a quel momento José Pékerman non lo aveva preso in considerazione, ma con la vetrina internazionale, offerta dalla Copa Sudamericana, le cose sarebbero potute cambiare. Un infortunio a un crociato ha, di fatto, infranto il suo sogno. Henao è rimasto fuori per molti mesi e il León ha preso in considerazione anche l’idea di cederlo. Idea spazzata via dalla sua doppietta contro il Rampla Juniors. Carlos è tornato e il suo mancino è di nuovo caldo. Del resto, buttarla dentro è la specialità della casa: un po’ come per Sergio Ramos, suo idolo indiscusso.

Matteo Palmigiano