Grêmio, una mano sulla finale di Copa Libertadores

Grêmio
Fonte: Foto: Lucas Uebel/Grêmio/Divulgação – Globoesporte

Il Grêmio mette più di un piede in finale di Copa Libertadores, a dieci anni dalla sua ultima apparizione. Termina con un secco 0-3 la semifinale d’andata in casa del Barcelona SC, che dopo aver stupito l’intero continente come rivelazione del torneo si sgretola davanti a un dominante Tricolor Gaúcho.

Non c’è partita al Monumental di Guayaquil, catino che in ogni grande occasione si colora di giallo per spingere uno dei club più popolari d’Ecuador, ma che da più di cento giorni non vede vincere in casa il Colossal: questa volta l’ha decisa il talento di Luan, il gioiello del Grêmio il cui viaggio partito dall’interior paulista proseguirà inevitabilmente verso l’Europa, però non prima di aver mantenuto la promessa di lasciare un titolo a Porto Alegre. Due reti per lui ieri notte, nate entrambe dai suoi classici inserimenti alle spalle della punta, ma il golaço della partita lo ha messo a segno Edílson con un fulmine basso su punizione.

Poca fortuna per la squadra del dt Almada, che ha curato nei minimi dettagli la preparazione alla partita più importante della sua carriera, senza potersi però affidare a due dei giocatori più decisivi della rosa: il centrale di difesa Darío Aimar e il puntero Jonatan Álvez. Senza i gol dell’uruguayo (20 e 17 nelle ultime due stagioni), Almada ha deciso di puntare su Ariel Nahuelpán, centravanti argentino arrivato a inizio anno per ripetere le buone stagioni giocate in passato tra Liga de Quito e Barcelona, ma finora in bilico tra infortuni e prestazioni deludenti. La dirigenza canaria ha dovuto mettere mano al portafoglio per portare “El Loco Nahuelcrack” al Monumental e rilanciarlo da un’esperienza negativa all’Internacional: anche se la scorsa notte non vestiva il rosso dell’Inter, un suo gol avrebbe fatto impazzire di gioia i suoi vecchi tifosi come se avesse segnato in un GreNal. La palla ideale l’ha avuta tra i piedi all’inizio della ripresa, con il punteggio ancora sullo 0-2: dal cuore dell’area piccola, Nahuelpán ha sparato un sinistro a colpo sicuro,  ma Marcelo Grohe ha risposto con una parata irreale, di quelle che, quando vinci un torneo, i tifosi ricordano al pari dei gol più decisivi. Una parata che ha impedito di riaprire la partita e la serie, lasciando al Tricolor Gaúcho la possibilità di difendere un vantaggio di tre reti all’Arena do Grêmio nella gara di ritorno. Marcelo Grohe faceva già parte della rosa che nel 2007 ha perso la Copa Libertadores in finale contro il Boca Juniors di Riquelme: tra il Grêmio e la resa dei conti contro un’altra argentina, River Plate o Lanús, ci sono solo novanta minuti e tre gol. E il Barcelona lo sa.

Federico Raso