Fred: l’eredità di Fernandinho e il sogno Manchester City

Fred

Quest’anno, Pep Guardiola ha avuto a disposizione due partite di Champions League per constatare che il laboratorio di calcio dello Shakhtar Donetsk continua a funzionare nel migliore dei modi. Fonseca, come fatto da Lucescu negli anni precedenti, continua a lavorare sull’enorme qualità individuale dei suoi ragazzi brasiliani e li colloca in un sistema perfettamente funzionante. Non è un caso che proprio al centro del centrocampo del Manchester City si posizioni Fernandinho, uno dei tanti talenti trasformati in grandi giocatori dalla permanenza nel Donbass. Non è un caso neanche il fatto che Guardiola, in cerca del successore del trentatreenne centrocampista della Seleção, sembra intenzionato a comprare un altro giocatore dello Shakhtar, Frederico Rodrigues Santos, più semplicemente Fred.

Mineiro di Belo Horizonte, Fred nasce nel 1993 e cresce in una famiglia di funzionari pubblici. Si avvicinò al futebol durante l’infanzia serena, tanto lontana dal lusso quanto dalla miseria che fa da sfondo alle storie di molti giovani calciatori sudamericani: dopo un passaggio nelle giovanili del club tifato in famiglia, l’Atlético-MG, Fred, si trasferì nel Rio Grande do Sul. Prima al Porto Alegre, poi all’Internacional.

I primi tempi all’Inter li passò guardando gli altri giocare, ma quando il crack del Beira-Rio Oscar venne venduto al Chelsea per la cifra record di 25 milioni di sterline, la sua maglia numero 35 iniziò a vedersi in campo più spesso. Accostato al trequartista appena partito per l’Inghilterra, Fred confessava di rispecchiarsi più in un altro brasiliano dei Blues, Ramires. Sembrava avere proprio tutto per essere un centrocampista di alto livello: un piede sinistro molto sensibile, capace di colpire anche dalla distanza, grande dinamismo e addirittura una tendenza a cercare contrasti in mezzo al campo. Mancava solo un po’ di fisico, ma al Colorado provvidero in fretta ad aumentargli i carichi di lavoro per aggiungere quattro chili di massa al suo metro e sessantanove. L’auspicio dei tifosi dell’Inter di godersi Fred durò però poco e svanì con l’arrivo di un’offerta dall’Europa, da parte dello Shaktar Donetsk.

In Ucraina Lucescu, lo stesso allenatore che a suo tempo aveva cucito addosso a Fernandinho un abito da centrocampista centrale, iniziò a lavorare anche su Fred: il processo di crescita diede i suoi frutti e iniziarono ad aprirsi anche le porte della Seleção maggiore. Proprio nel momento migliore, durante la Copa América 2015, la sua carriera subì una frenata: venne trovato positivo all’antidoping e la Fifa lo sanzionò con un anno di squalifica. Scontato lo stop, Fred tornò a giocare e Fonseca proseguì il lavoro iniziato da Lucescu. Nel frattempo lo Shakhtar, che non è più la squadra di Luiz Adriano, Douglas Costa e Alex Texeira, ma quella di Taison, Marlos, Bernard e Fred, continua a giocare il proprio calcio speciale, dove convivono ordine e improvvisazione. Il Manchester City sembra intenzionato a puntare sull’ultimo grande prodotto di questo sistema, un giocatore abituato a cercare la verticalità come richiesto nel calcio di Pep, ma anche in grado di giocare ai ritmi fisici che richiede la Premier League. Guardiola aspetta Fred, un centrocampista pronto per il salto di qualità.

Federico Raso