Tigres e Club América: il ‘Clásico Moderno’ deciso dai francesi

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La politica, i pasticcini e un prestito a sei zeri da rimborsare questa volta non c’entrano con l’invasione dei francesi: è solo, si fa per dire, una questione calcistica.

In questo senso la stampa messicana deve aver intravisto un ottimo assist per presentare l’attesissimo incontro tra Tigres e Club América, diventato quasi una specie di nuovo Clásico negli ultimi anni, puntando forte sul faccia a faccia tra André-Pierre Gignac e Jérémy Ménez, quasi come se la vera attrattiva fosse il duello tra i due francesi e tutto il resto non contasse poi così tanto. Al di là della retorica, alla fine le cose sono andate davvero così: i Felinos sono andati in vantaggio con un preciso colpo di testa di Gignac in chiusura di primo tempo, ma poi proprio l’ex fantasista di Roma e Milan, entrato nella ripresa, ha battuto Nahuel Guzmán, segnando il suo secondo gol consecutivo dopo la meravigliosa volée con cui ha punito i Lobos della BUAP al debutto, e allungando così la striscia d’imbattibilità delle Aguilas al Volcán.

Nessuno, però, aveva previsto che il Tuca Ferretti avrebbe contribuito a innalzare ulteriormente il tasso di francesità della sfida, facendo giocare a sorpresa dal primo minuto Timothée Kolodziedjczak, il difensore prelevato dal Borussia Mönchegladbach un anno fa per 6 milioni di euro e impiegato molto poco a causa dei continui infortuni. Del resto la scelta di Gignac di andare in Liga MX nel 2015, e diventare il secondo francese a giocare nel Paese azteca dopo il franco-senegalese Amara Simba approdato al León nel 1996, ha aperto la strada a un’invasione dalla Francia. Per Kolo, così come per Andy Delort, attaccante arrivato dal Caen nel 2016, il fatto di poter contare nello spogliatoio sulla presenza di uno come Gignac si è rivelata fondamentale nel processo di adattamento al nuovo ecosistema, del tutto diverso da quello europeo: “Mi sento suo fratello minore“, ha detto una volta il difensore di origine polacche, protagonista di un esilarante epic fail dei Tigres, che inizialmente sui social l’avevano presentato come portiere. Sempre le abilità diplomatiche del “Bomboro”, come lo hanno soprannominato i tifosi dei Tigres che gli hanno dedicato pure una canzone, sono state decisive per convincere Ménez ad accettare la corte del Club América e tentare l’avventura messicana: “Sono felice dell’arrivo di Jérémy all’América. Ho parlato con lui. Mi ha chiesto molte cose sulla città, sul Paese. E anche se non sono un esperto su Città del Messico, gli ho detto che il Messico è un Paese bellissimo, ideale per giocare a calcio“, ha dichiarato alla vigilia del Clásico Moderno in un’intervista rilasciata alla tv ufficiale dei Tigres, dove ha anche rivelato di soffrire l’altura delle trasferte a Puebla, Querétaro e Città del Messico. Amici fuori, ma rivali in campo: la Liga MX, insomma, parla sempre più francese.

Vincenzo Lacerenza