Flamengo-River nel caos: tra la crisi delle squadre e il diluvio di Rio

flamengo river

Piove sul bagnato, perdonateci il cliché, ma questa volta è proprio il caso di scriverlo, considerato che la partita di Copa Libertadores che questa notte vedrà protagoniste Flamengo e River Plate rischia di essere giocata in condizioni proibitive. Per intenderci, gli argentini sono stati costretti ad allenarsi in un “campo d’emergenza” a causa dell’impraticabilità dello stadio Engenhão, completamente allagato dal diluvio che si è abbattuto su Rio de Janeiro. E non finisce qui perché, secondo quanto riferiscono le previsioni meteo, la pioggia non dovrebbe cessare per le prossime 48 ore. Un dettaglio significativo che non fa altro che minare le poche certezze rimaste alle due squadre, arrivate la sfida in uno stato di forma a dir poco preoccupante.

Partiamo dal River, che non vince in Superliga da tre partite ed è scivolato a -24 punti dalla capolista Boca Juniors. A inizio stagione, nessuno avrebbe potuto ipotizzare un distacco così netto, specialmente dopo la campagna acquisti impostata da Marcelo Gallardo. Eppure, se il campionato finisse oggi, i Millonarios sarebbero fuori dalle coppe internazionali. Un epilogo impensabile che, di fatto, rende il cammino in Libertadores ancora più determinante. Per la gara d’esordio nel torneo, il Muñeco non potrà contare sugli infortunati Martínez e Rojas e sullo squalificato Nacho Fernández. Sarà quindi importante puntare sulla voglia di rivalsa di chi, come Lucas Pratto, ha reso bene al di sotto delle aspettative sino a qui. Il Camello conosce il Flamengo, e tra São Paulo e Atlético Mineiro gli ha già segnato tre gol. “Questa sfida deve essere un punto di partenza”, il pensiero di Maidana che prima del viaggio per Rio ha alzato la voce nello spogliatoio, insieme agli altri senatori Ponzio, Enzo Pérez e Lux. “Dobbiamo dare più di loro, non ci possono battere”.

Dall’altra parte c’è il Mengão, reduce dalla disfatta nel derby contro il Fluminense nel Campionato Carioca. Un Fla-Flu terminato 4-0 con gli uomini di Paulo César Carpegiani dominati dall’avversario. Contro il River ci vorrà una risposta importante anche per invertire la tendenza negativa dei brasiliani, che nelle ultime tre partecipazioni alla Libertadores sono sempre stati eliminati nella fase a gironi. Fatta eccezione per lo squalificato Cuéllar, ci saranno tutti, compreso Henrique Dourado, alla ricerca del suo primo gol nel torneo dopo essere rimasto a secco col Cruzeiro nel 2015. A mancare invece sarà il pubblico, tutto per colpa dei disordini avvenuti nel corso della finale di ritorno della Copa Sudamericana 2017, poi persa dal Flamengo contro l’Independiente. Niente tifosi dunque e niente Maracanã, squalificato per lo stesso motivo. Come anticipato, si giocherà all’Engenhão, casa del Botafogo, e all’interno dell’impianto potranno entrare non più di 140 persone. Per la precisione, 70 per squadra, come predisposto dalla Conmebol. Le premesse sono critiche nonostante il blasone delle due squadre, ma la posta in gioco resta altissima.

Matteo Palmigiano