Il numero 10 e la doppietta in Libertadores a 20 anni: Evander, il miglior talento della ‘Geração 98’ del Vasco

Evander

Il Vasco da Gama ha portato sul grande palcoscenico internazionale Evander da Silva Ferreira, uno dei migliori prodotti di un settore giovanile di primissimo piano, nonostante le difficoltà economiche in cui versa il club da anni. Nonostante questo fosse il suo esordio in Copa Libertadores, Evander non è sembrato particolarmente emozionato: dopo poco più di un quarto d’ora aveva infatti già segnato una doppietta, aprendo al Vasco la strada per la qualificazione.

Evander in copertina, si diceva, e non potrebbe essere altrimenti. Oltre alla doppietta, il classe ’98 cruzmaltino ha regalato giocate di altissimo livello, confermandosi come uno dei migliori talenti del calcio brasiliano. Nato a Rio de Janeiro, Evander iniziò a calciare un pallone sin da piccolissimo, ma non per giocare a calcio. Come molti suoi amici giocava a futsal, disciplina nella quale si cimentano la maggior parte dei bambini del posto, che permette a chi lo pratica di sviluppare una tecnica di base eccellente. A otto anni il Vasco lo chiamò per un provino, che anni dopo si scoprì essergli stato procurato dal padre procuratore (socio in un fondo di investimento che, tra i tanti, assiste anche Vágner Love), convinto che il figlio potesse sfondare.

Evander infatti non ebbe problemi a trovare spazio: nato come seconda punta, ben presto venne spostato qualche metro più indietro per sfruttare in pieno la sua capacità di saltare l’uomo e di assistere i compagni. Tra i 15 e i 18 anni la sua carriera subì l’impennata decisiva, cominciata nel 2013 con i 33 gol segnati nella selezione sub-15 del Vasco, e proseguita tramite la vittoria di un Sudamericano sub-17 da protagonista. Un successo che gli valse la convocazione con i grandi.

Fu Jorginho, allenatore chiamato a ricostruire il Vasco post retrocessione, a lanciare Evander, facendolo prima esordire nel Carioca e poi integrandolo gradualmente alla prima squadra. Ambidestro, rapido, con una grande visione di gioco: questi sono i pregi di Evander sottolineati recentemente da Zé Ricardo, attuale dt della squadra, che punta molto su questo ragazzo, tanto da avergli consentito di scegliersi la maglia numero 10 lasciata in eredità da Nenê.

Zé Ricardo oggi gestisce un gruppo dal talento smisurato. Evander infatti fa parte di quella che in Brasile è stata rinominata “Geração 98”, la miglior generazione di talenti del club carioca che ha vinto tantissimi titoli giovanili e da cui è uscito anche Douglas Luiz, recentemente comprato dal Manchester City e girato in Liga. Uno di questi gioielli, Mateus Vital, è stato però scippato dal Corinthians, ma niente drammi, perché anche le generazioni successive sembrano promettere bene.

Tra i 2000, ad esempio, c’è Paulinho, un fortissimo esterno che a 17 anni ha già incantato sulla fascia destra di un Vasco che, da neopromosso, è riuscito a centrare nello scorso Brasileirão la qualificazione in Libertadores. Paulinho, come Evander, rappresenta la prossima plusvalenza per una società attualmente impegnata a rinnovarsi, tra elezioni in atto e accuse di brogli tra i candidati, uno dei quali è il presidente uscente Eurico Miranda.

In Cile è stato proprio Paulinho a servire il primo assist a Evander, eletto alla fine migliore in campo. E lo sguardo al futuro del Vasco sembra essere sempre più ottimista.

Andrea Bracco