L’Emelec vince il Clásico del Astillero e lascia il Barcelona senza obiettivi

Emelec

Da quando, nel 2012, Guayaquil è tornata a essere l’indiscussa capitale del calcio in Ecuador, il Clásico del Astillero è spesso decisivo per questioni più importanti della supremazia cittadina. Il 3-0 con cui l’Emelec ha sconfitto il Barcelona al George Capwell, nel secondo derby proposto dal calendario della Serie A in una settimana, non ha certamente lo stesso valore del 3-0 della finale per il titolo del 2014, ma potrebbe avere conseguenze non meno importanti.

Le due squadre arrivavano alla sfida con obiettivi e stati d’animo opposti: da una parte l’Emelec, dove soltanto tre mesi fa la tifoseria chiedeva le dimissioni di Alfredo Arias, definito come il peggior allenatore della storia del Bombillo da qualche vandalo su Wikipedia, e ora capolista nella Segunda Etapa; dall’altra il Barcelona, ancora alle prese con i postumi dell’eliminazione dalle semifinali di Copa Libertadores, obiettivo a cui era stata data priorità assoluta. Esclusi aritmeticamente dopo lo 0-0 al Monumental da qualsiasi discorso per il titolo, ai toreros restavano due motivazioni: impedire ai rivali di avvicinarsi alla quattordicesima stella, nonché al quarto campionato in cinque anni, e restare in corsa per un posto nella prossima Libertadores, obiettivo che ora si complica ulteriormente, considerando i 4 punti di distanza dal Macará, attualmente quarto nella Tabla Acumulada.

Il risultato, più ampio del previsto e del tutto inaspettato, viste anche le recenti difficoltà dell’Emelec, capace di battere nelle ultime quattro gare soltanto un Fuerza Amarilla allo sbando totale, si deve forse alla stanchezza fisica e mentale della squadra di Almada che dopo la rete del 2-0 ha ceduto di schianto, e agli errori di punti di riferimento come il capitano Oyola e il portiere Banguera.

Tra gli electricos, invece, bene sia il capitano Diablo Mondaini, recentemente premiato per le sue 300 partite in maglia azul, che festeggia il rinnovo contrattuale con il tocco di tacco decisivo per il gol dell’1-0, sia la rivelazione dell’anno Ayrton Preciado, già seguito da diverse squadre italiane, autore di una grande prestazione e della bella rete del 3-0. Assente causa convocazione in nazionale invece Christian Ramos, autore di uno dei due gol che hanno portato il Perù al Mondiale nello spareggio contro la Nuova Zelanda.

Si chiude così con la vittoria di Arias il tredicesimo derby tra i due allenatori uruguayani, abituati in passato a sfidarsi a Montevideo nel Clásico del Prado sulle panchine di River Plate e Wanderers. Con 4 punti di vantaggio sul Delfín a quattro giornate dalla fine, l’Emelec può sperare, nonostante il calendario non facilissimo, di arrivare a giocarsi una finale proprio contro la squadra di Manta, quest’anno ancora imbattuta contro i club di Guayaquil.

Marco Maioli