El Nacional, l’Athletic d’Ecuador rompe la sua tradizione: López è colombiano!

El Nacional Rinson Lopez

Fino a qualche giorno fa la storia di Rinson López, simile a quella di altre migliaia di calciatori di tutto il globo, era quella di un difensore, da giovane venditore di caramelle sui bus, a cui l’Aucas aveva offerto una possibilità nel 2009 e la cui carriera era poi proseguita nell’anonimato delle serie minori ecuadoriane con le maglie di Macará, Pelileo, Espoli e Juventud Independiente Tabacundo, prima della grande occasione in Serie A, arrivata nel 2016, all’età di ventisette anni, con la gloriosa maglia de El Nacional.

Fino a qualche giorno fa, la storia de El Nacional era invece singolare: il club di proprietà delle forze armate si vantava di aver impiegato soltanto calciatori ecuadoriani fin dalla fondazione, avvenuta nel 1964, e di aver conquistato ben tredici campionati senza fare ricorso a stranieri, tanto da meritarsi il soprannome di puros criollos.

Normale, quindi, che tra i quattro calciatori della massima serie puniti dalla federazione per aver alterato la propria identità, Abel Araujo, Jonathan González, Carlos Moreno e Rinson López, a fare notizia sia soprattutto il difensore de El Nacional, che in realtà è colombiano: sospeso per sei mesi, pena ridotta per aver collaborato con le autorità, ha ammesso di essere arrivato in Ecuador dal suo paese natale a diciassette anni e di aver ricevuto ausilio da “persone che volevano aiutare”, in maniera non del tutto corretta, ovvero ricevendo documenti falsi, usati per i successivi tredici anni, che ne attestavano la cittadinanza ecuadoriana e lo hanno aiutato a trovare spazio senza occupare slot destinati agli stranieri. È così un umile terzino ad aver interrotto, di nascosto e senza che nessuno lo volesse, una tradizione lunga decenni, diventando il primo straniero a giocare e a segnare un gol con l’Equipo militar.

Lo “scandalo”, in realtà, non ha colto tutti di sorpresa: il marcato accento caleño, che il giocatore assicurava di aver assorbito dalla moglie colombiana, aveva suscitato più di un sospetto, tanto che il colonnello Luis Lanas, ex candidato alla presidenza del club, sostiene di aver fatto presenti alla dirigenza i propri dubbi su quattro giocatori, López compreso, un anno fa circa e ribadisce la necessità di chiarire le età di due giocatori delle giovanili in procinto di passare alla prima squadra.

Le indagini, condotte in maniera avventurosa dagli uomini della federazione calcistica ecuadoriana, che di giorno indagavano all’Uffico di Stato Civile di Tumaco, in Colombia, e di notte riattraversavano il confine a bordo di alcune barche, per dormire più sicuri in patria, hanno portato alla scoperta di 107 irregolarità (su 954 casi analizzati) e a sanzioni anche per dodici giocatori delle serie inferiori, colpevoli di aver presentato una doppia identità o di aver modificato data o luogo di nascita. Per febbraio, poi, sono già annunciate nuove sanzioni e le voci di corridoio, su un problema che interessa il calcio ecuadoriano ormai da anni, non mancano.

Marco Maioli