Destroyers: tornano in Primera dopo 10 anni ma l’esordio è rinviato!

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Da lassù anche Mario Frías Lijerón, il popolare “Fusil“, l’hincha deceduto nel 2012 e diventato quasi un emblema dei Destroyers, dovrà pazientare ancora un po’: l’attesissimo ritorno della Máquina Vieja in Primera División, riabbracciata dopo dieci anni, infatti, è stato posticipato. Tutta colpa di un acquazzone torrenziale che si è abbattuto su Santa Cruz de la Sierra e ha trasformato in un pantano il terreno di gioco dello stadio Ramón Tahuichi Aguilera, costringendo il direttore di gara Luis Irusta a rinviare la gara con l’Oriente Petrolero.

Non esattamente un incontro come un altro per i Destroyers, se si considerano screzi passati e tensioni attuali: prima del 1977, anno spartiacque del fútbol boliviano, quello della fondazione della Liga, infatti, il Clásico cruceño era stato quello tra Destroyers e Blooming. Poi, il rifiuto dei Cuchuquis a prendere parte al nuovo campionato nato sulla spinta innescata dalle umilianti débâcle incassate in serie dalla nazionale boliviana negli incontri internazionali, ha permesso l’ascesa dell’Oriente Petrolero e una progressiva scomparsa dei Destroyers dalle zone che contano.

Proprio per questo, nonostante sia stata la culla di alcuni dei più grandi talenti del calcio altiplanico come Marco “El Diablo” Etcheverry ed Erwin “Platini” Sánchez , e pur arrivando a giocarsi una semifinale del torneo nazionale verso la fine degli Anni ’80, la Máquina Vieja ha pagato a caro prezzo le conseguenze di quella scelta forse affrettata, presa per dimostrare lealtà al presidente federale dell’epoca, e non è mai riuscita a recuperare completamente la nobiltà perduta: di fatto, tra frequenti retrocessioni e qualche temporanea disaffiliazione dalla FBF, ha continuato ad alternarsi tra prima e seconda divisione.

Un’altalena interrotta lo scorso dicembre quando, dopo aver superato il Petrolero del Chaco nel playoff ascenso-descenso, i Destroyers sono diventati la sesta squadra cruceña a prendere parte alla rinnovatissima Primera boliviana, centrando una promozione attesa da dieci anni dopo aver fatto registrare una serie di 46 partite senza sconfitte interrotta ad aprile dal Royal Pari, tenendo fede al nome scelto da uno dei fondatori rimasto folgorato dallo strapotere dei carri armati tedeschi visti all’opera in una pellicola sulla Seconda Guerra Mondiale : “I miei giocatori sono stati dei guerrieri“, ha dichiarato subito dopo aver smaltito la sbornia José Peña, il condottiero della banda cuchuqui alla seconda promozione della carriera dopo quella ottenuta al timone del Guabirá nel 2009.

Non deve quindi stupire se la prima richiesta fatta da “Pepe” alla società sia stata quella di confermare l’ossatura della scorsa temporada per mantenere una certa continuità col passato, dichiarando incedibili gli elementi più importanti della rosa, gente come il regista Daniel Saravia, il centrocampista Angel Páez e il bomber Ángel Cuéllar, eroe dello spareggio col Petrolero. Renato, il direttore sportivo brasiliano, non si è limitato ad accontentarlo, ma si è spinto addirittura oltre, ingaggiando l’esperto difensore paraguaiano Arnoldo Vera e facendo tornare il centravanti brasiliano Jefferson Tavares: “Stiamo facendo le cose per bene, pensando magari di qualificarci per la Copa Sudamericana: non siamo tornati in Liga per fare le comparse“, ha assicurato, dimostrando di essere in piena sintonia con le ambizioni dell’allenatore.

Vincenzo Lacerenza