9 anni di vita e una vittoria storica: l’impresa del Deportivo Santaní

Deportivo Santaní

Nel calcio non sempre vince il più forte. E questo è quanto accaduto nella terza giornata del clausura paraguaiano, con il Deportivo Santaní che ha compiuto un vero e proprio giant killing battendo fuori casa l’Olimpia campione in carica. Una vittoria che entra di diritto nella storia del club della città di San Estanislao, situata nell’Interior paraguaiano a 151 chilometri dalla capitale. Si tratta infatti di una delle società più giovani del calcio guaranì e allo stesso tempo con più tifosi tra le squadre al di fuori di Asunción. Nata nel 2009, con la prima partecipazione nella massima divisione datata 2015, questo è sicuramente il successo più importante della loro breve storia. Bisogna inoltre ricordare che esattamente nove anni fa, il Deportivo Santaní vinceva il suo primo trofeo nel Defensores del Chaco, il campionato interligas contro l’Ovetense, in una finale terminata ai rigori dopo che era stata sospesa per quaranta minuti per il crollo di una parte della tribuna dello stadio.

Al Manuel Ferreira di Asunción, il Depor è andato in vantaggio subito con il miglior talento della casa, ovvero l’esterno offensivo classe 1999, Iván Cazal. Figlio di un muratore e di una casalinga, è riuscito a trovare spazio inizialmente nella formazione allenata da Jara, per la regola delle quote, essendo un Sub-19, per poi guadagnarsi il posto da titolare col passare delle partite. Sedici presenze sin qui per la Joyita cresciuta nel General Aquino, il club del suo barrio. Nel 2015, quando il Santo era per la prima volta in Primera è stato tesserato, per poi essere ceduto in prestito nella Liga Carapeguá e in quella Paraguarí, e successivamente nel club 8 de Diciembre, dove convinse il Profe Sarabia a riportarlo all’albinegro e a puntare forte su di lui. “Tutto quello che guadagno va alla mia famiglia. Non penso al lusso come le auto o altre cose. Mi trovo bene muovendomi con i mezzi pubblici e la mia priorità resta quella di fare bene in Primera. Arrivo da una famiglia umile e molte volte non sapevo come arrivare agli allenamenti, ma gli sforzi e i sacrifici vengono sempre ripagati” aveva dichiarato qualche mese fa al canale mediatico del club.

Mattia Zupo