Torna la Liga MX ma senza Damm: colpa dei… Fuochi di Capodanno! E a Viatri accade la stessa cosa in Argentina

Damm

Scherzare col fuoco non è mai una buona idea. Ne sa qualcosa Jürgen Damm, rimasto vittima di un incidente con i fuochi artificiali durante i festeggiamenti per il Capodanno. Il laterale destro dei Tigres e della nazionale messicana, che qualcuno ha piazzato alle spalle di Bale nella classifica dei calciatori più veloci del pianeta, è stato immediatamente trasportato in ospedale, cavandosela “solo” con qualche ustione di primo grado nella parte destra del volto: “Ringrazio Dio perché non ci sono state conseguenze più gravi“, ha commentato Pello Maldonado, giornalista di Multimedios Deportes, che ha postato sui social una foto del viso di Damm quasi completamente avvolto dalle bende. Jürgen Damm se la caverà con due settimane di stop, ma è stato costretto a saltare l’esordio dei Tigres nel Clausura 2018 contro il Puebla.

Per i campioni in carica, a caccia di un bicampeonato finora rimasto stregato, è arrivato un ko a sorpresa in un campo mai veramente ostile negli ultimi anni: è dal 2007, infatti, che i Camoteros non battevano in casa gli Aurizules. Ma la squadra è comunque forte e tra le favorite al successo finale: Damm può stare sereno e recuperare con calma. D’altronde c’è chi, come Santiago Cañizares, iconico e ossigenatissimo portiere del Valencia, per un incidente domestico ancor più assurdo (lesionandosi un tendine delle dita nel passare col piede sui cocci del dopobarba scivolato a terra), è stato costretto a salutare addirittura un Mondiale.

Decisamente meno fortunato rispetto al messicano, invece, è stato Lucas Viatri. In attesa di tornare in Uruguay, l’attaccante argentino stava trascorrendo il Natale in famiglia a Buenos Aires, quando un petardo gli è esploso a pochi centimetri dal volto, provocandogli il rischio di lesione della retina: “Non posso assicurare che riuscirà a recuperare completamente la vista dall’occhio sinistro“, ha spiegato il medico del Peñarol Edgardo Rienzi, dilatando i tempi di recupero del “Puma“, in un primo tempo quantificati in poco più di un mese.

Vincenzo Lacerenza