Cerro Porteño campione in Paraguay: al Ciclón il Clausura 2017

La stella numero 32 brilla sul barrio Obrero: il Cerro Porteño ha vinto il Clausura 2017. Il trionfo è arrivato dopo un inizio difficile in cui i risultati non arrivavano. L’approccio a questo campionato è stato modesto tanto che nelle prime cinque giornate la squadra del colombiano Leonel Álvarez aveva raccolto solo 4 punti (una vittoria, un pareggio e una sconfitta).

L’inizio della cavalcata è coinciso con l’inaugurazione della Nueva Olla. Da quando il Cerro Porteño ha disputato le sue partite interne nel proprio stadio ha battuto tutti gli avversari che si sono presentati. Forse solo una coincidenza, però nelle gare casalinghe ha trovato sette vittorie in sette partite, in cui sono state realizzate 17 reti e subite solo 3.

Il Ciclón paraguaiano scende in campo con un semplice 4-4-2 ma prima di trovare l’equilibrio tra i reparti che oggi lo contraddistinguono, l’allenatore ex Deportes Tolima ha dovuto lavorare ininterrottamente per diverse settimane. È stato molto bravo a far ruotare i calciatori a disposizione, non creando alcun attrito di spogliatoio e utilizzando quasi tutti i componenti del plantel. Aveva iniziato la stagione con il 3-5-2 ma gli scarsissimi risultati delle prime tre giornate gli hanno fatto scegliere il 4-4-2 attuale. Nell’immediato il cambio modulo non ha portato i cambiamenti sperati e ci è voluto un po’ di tempo prima che la squadra capisse i cambi tattici del colombiano.

La fase difensiva del Cerro

Nonostante i tanti gol il Cerro è una squadra che subisce poco. Il percorso per trovare delle affinità difensive è stato molto più lungo e complesso rispetto al processo che avviene in attacco. Ci sono equilibri particolari e movimenti di squadra che devono essere eseguiti da tutti i componenti nello stesso momento. La difesa ordinata è stata una delle chiavi del successo. Tutti i calciatori hanno un peso nella fase difensiva che inizia con il disturbo degli attaccanti sui portatori di palla.

Quando le squadre avversarie portano il pallone sulle fasce, perché le vie centrali sono tutte chiuse, inizia la fase d’aggressione del Cerro Porteño. Infatti accade che il portatore di palla è costretto ad allontanare il gioco con un rinvio lungo e a recuperare il pallone sono i difensori del Ciclón che hanno accorciato la squadra mantenendo un baricentro molto alto. È importante che tutti eseguano il movimento corretto e che vengano rispettate le distanze tra un calciatore e l’altro. È interessante la disposizione in diagonale adottata e la concentrazione con cui viene eseguita la fase di copertura.

Visto che il gioco del Cerro è d’attesa in fase offensiva ci si affida molto alle ripartenze e alle qualità tecniche dei singoli. Il semestre, da questo punto di vista, è cominciato bene. L’esplosione di Oviedo, che è perfettamente compatibile con le caratteristiche tecniche di Churín, ha fatto dimenticare Ortigoza messo fuori rosa da Álvarez per indisciplina. È importante anche l’apporto dei centrocampisti, che non devono solo saper fare filtro e chiudere le linee di passaggio, ma devono essere bravi a verticalizzare in fretta. Riveros e Rodrigo Rojas sono dei maestri in questo e in quest’ottica va visto anche l’acquisto del Topo Cáceres che si è fermato molto presto per colpa di un infortunio. La fantasia delle giocate arriva dai piedi di Jorge Rojas “Rojitas” e dall’esterno Colman, che quando è in giornata è spesso decisivo.

In ogni caso quando in cui ci si trova di fronte a situazioni opposte, ovvero con il Cerro costretto a costruire l’azione, i due centrocampisti sono bravi a muovere la palla in orizzontale per aprire le difese avversarie, sfruttando la profondità dei due esterni e il movimento a elastico dei due attaccanti.

Lorenzo D’Aloia