Fernando Laforia: il portiere innamorato del carnevale

Laforia

Fernando Muslera non sarà l’unico portiere uruguaiano a chiudere il mese di luglio con un errore pesantissimo sulla coscienza: a fargli compagnia c’è Fernando Laforia. Con uno scellerato tentativo di dribbling, il portiere del Bolívar ha perso palla, lasciando al Deportivo Cali il primo dei quattro gol che avrebbero deciso questa semifinale di andata dei sedicesimi di Copa Sudamericana. Per i colombiani, la gara di ritorno diventa una pura formalità, un pretesto per fare festa. Non può dire lo stesso Laforia, che è ugualmente il più esperto dei ventidue in campo per quanto riguarda la festa: suo padre, Luis “Sapito” Laforia è sempre stato una figura di spicco della “murga”, una sorta di teatro di strada tipico della tradizione del carnevale uruguaiano. Anche Nando, ben presto, se ne innamorò e si ritrovò per le strade di Montevideo con indosso la levita, l’abito variopinto tipico del carnevale, e un giro di cerone bianco in faccia, a ballare su quei ritmi intensi che tanto ricordano la cumbia e la samba. Una vocazione familiare, che anche suo fratello Damián condivide: la murga, a casa Laforia è una cosa seria. Così seria da spingere Fernando a trascurare la propria carriera di calciatore professionista, quando era il portiere titolare dell‘Atenas de San Carlos: a dicembre del 2017 (il carnevale uruguaiano sarebbe iniziato circa un mesetto dopo), la squadra si stava preparando per una nuova estenuante stagione, ma Laforia preferì fermarsi, mettendo tutto in secondo piano rispetto al carnevale. Decise di non firmare un nuovo contratto con l’Atenas de San Carlos pur di non perdersi i festeggiamenti e rimase senza squadra. L’anno nuovo il Bolívar gli consegnò i guantoni della per difendere la porta dell’Hernando Siles, ma quella, probabilmente, non fu la sua prima preoccupazione: meglio senza squadra che senza murga.

Federico Raso