Claudio Bravo contro la federazione cilena per difendere la cuoca della nazionale!

Bravo

Tra Claudio Bravo e la federazione cilena i rapporti sono più tesi che mai. Dopo aver rifiutato qualche giorno fa la convocazione della Roja, attirandosi addosso le critiche di leggende come Carlos Caszely, il portiere del Manchester City è entrato nuovamente in rotta di collisione con l’ANFP, ampliando una frattura ormai difficilmente sanabile. Il pomo della discordia stavolta è stato il licenziamento della signora Alicia Palacios, una cuoca del Centro Sportivo Juan Pinto Durán a cui Claudio era particolarmente affezionato. Sui social Bravo ha subito preso le difese della cuoca, esprimendo la propria vicinanza alla signora Alicia attraverso un messaggio per la verità dai toni più commossi e affettuosi che sindacalistici e formali: “Spero che questa signora venga ringraziata a dovere per i suoi anni di lavoro. Ci vediamo presto Zia Alicia. Grazie di tutto“, ha scritto, promettendogli massimo sostegno nella causa intentata nei confronti della federazione cilena.

La vicinanza alla signora Palacios ha fatto parecchio rumore, soprattutto perché qualcuno ci ha voluto leggere in controluce una sorta di dispetto nei confronti dell’ANFP, ma non è la prima volta che Claudio Bravo mostra il proprio lato umano solidarizzando con qualcuno. Nel 2009 una madre si fece strada tra la folla assiepata nei pressi del Juan Pinto Durán, la Coverciano cilena, e riuscì a passargli una lettera scritta dal proprio bambino. Dopo avergli dato una rapida occhiata, Bravo decise di incontrarlo, regalandogli come ricordo un paio di guanti: “Come posso dimenticare un gesto del genere“, ha ricordato commossa la madre.

Un qualcosa di indimenticabile come quando, nell’ottobre del 2010, è voluto stare a suo modo vicino ai 33 minatori rimasti intrappolati per tre mesi nelle viscere della terra dopo un crollo nella miniera di San José, inviandogli una muta di magliette della Real Sociedad con i loro nomi stampati e il numero 33 in evidenza, come a voler simboleggiare l’unità: “Sono stati dei veri lottatori, un esempio per tutti. Sono fiero di loro“.

Vincenzo Lacerenza