Borja, lo scarto del Livorno eroe in Copa Libertadores

Miguel Borja sa cosa significhi avere un’opportunità in Europa. E più nello specifico in Italia. Venne acquistato dal Livorno dopo aver brillato con le giovanili della Colombia, ma chi da lui si aspettava da subito prestazioni al livello del Tino Asprilla restò deluso. Il Livorno lo scaricò, retrocedendo in Serie B, e colpendogli il cuore.

Ci mise un po’ infatti Borja a riprendersi. Un passaggio a vuoto in Argentina, all’Olimpo, uno senza gloria nonostante la vittoria della Copa Sudamericana all’Independiente Santa Fe. Dovette ricominciare dal basso il talento di Tierralta, dal Cortuluá. E solo l’addio di Ibarbo all’Atlético Nacional a causa della fine del suo prestito proprio nel cuore della Libertadores, mentre la squadra avanzava sorprendentemente fase dopo fase, gli aprì le porte di una nuova opportunità.

Borja segnò tanti gol decisivi, fino ad alzare la Libertadores. Cercato nuovamente dall’Europa, ricordando l’esperienza toscana, preferì invece il Brasile, il Palmeiras.

Un avvio non facilissimo, qualche infortunio di troppo, qualche critica. Un Mondiale in Russia visto più dalla tribuna che dal campo, a causa di un infortunio. Ma adesso la belva di Copa è tornata. Nove gol e leader dei cannonieri della Libertadores. Con il Palmeiras in semifinale, ossia nella fase cruciale del torneo, quella in cui Borja sa fare la differenza.

Perché a passare da scarto a eroe, se hai talento più grande della cecità di chi ti giudica, può volerci veramente poco.