È successo davvero, la finale di Copa Libertadores sarà Boca-River

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie a chi ci ha creduto.
Grazie a chi lo ha sognato e ci ha sperato.
La aspettavamo da tutta la vita, e per merito di un mostro che si chiama Darío Ismael Benedetto, autore di 3 gol su 4 del Boca Juniors tra andata e ritorno col Palmeiras con meno di dieci palloni toccati tra le due partite, è successo.

La finale della Copa Libertadores è Boca Juniors-River Plate.

Sarà l’ultima finale, peraltro l’undicesima della storia del Boca, che è un record. Tipo la nascita di Gesù. Segnerà un prima e un dopo. Niente sarà come prima. Il mondo cambierà per sempre. Il calcio cambierà per sempre. Non c’è mai stata una finale tanto leggendaria nella storia di questo sport. E mai ci sarà.

Boca-River è il Superclásico, è uno scontro di idee, di desideri, di visioni del mondo. Tutto ciò che desideravamo da sempre si sta per compiere. Grazie a Marcelo Gallardo e a Guillermo Barros Schelotto. E a questi calciatori mitologici, che saranno eroi indimenticabili o villani innominabili. Qualcuno perderà, e scomparirà in un libro nero dell’oblio. Per questo, oggi, bisogna celebrarli tutti. Perché andranno al macello. Andranno per la gloria, rischiando l’eterna vergogna. Ci vorranno due palle nucleari per giocare quella finale. Per rischiare di perdere. Perché qui non si tratta solo di vittoria. Qui si tratta di Storia. E io penso già ai vinti che non potranno mai liberarsi del peso della sconfitta che arriverà.

Grazie Boca Juniors. Grazie River Plate. Non importa chi di voi diventerà leggenda con la vittoria. Sarete leggende anche nella sconfitta.