Alianza Lima campione in Perù dopo 11 anni: il successo di Bengoechea e la mistica di Aguiar, il papà dei titoli

Alianza Lima

Undici anni. Tanto ci è voluto all’Alianza Lima per tornare a festeggiare un titolo in Perù. Sono tanti undici anni soprattutto per uno dei club storici dell’intero subcontinente.

Una serie di annate completamente fallite aveva fatto precipitare gli albiazules in una crisi seria: in questo periodo di difficoltà, i Grones (soprannome che nasce dall’inversione delle due sillabe della parola Negros) hanno visto trionfare i loro rivali cittadini dell’Universitario (due titoli) e dello Sporting Cristal, vincitore di tre campionati al pari dell’Universidad San Martín.

Il 2017 ha però segnato una sorta di rinascita per l’Alianza: dopo alcuni anni economicamente difficili, la società è riuscita a tornare sul mercato in maniera importante, portando a La Victoria giocatori di livello e l’allenatore Pablo Bengoechea. Il dt uruguaiano ha subito dichiarato l’obiettivo primario della squadra: tornare a vincere qualcosa. Così, dopo il Torneo Apertura, l’Alianza si è portata a casa anche il Clausura, evitandosi l’ulteriore spareggio.

Quello tra Bengoechea e il Perù è un rapporto molto stretto, nato quando lavorava come vice di Markarián in nazionale. Una volta andato via il Profe Bengoechea venne promosso come ct del Perù. Un’avventura durata poco, che però gli consentì di conoscere l’ambiente e, soprattutto, di maturare l’esperienza necessaria per rimettersi subito in discussione. La chiamata di Renzo Ratto, numero uno dell’Alianza, arrivò subito dopo il campionato vinto in patria col Peñarol. A Lima Bengoechea cominciò a lavorare su quello che rimaneva della gestione Mosquera e, dopo pochi mesi, i risultati iniziarono ad arrivare. La ricetta fu molto semplice: ottimizzazione delle risorse, personalità e organizzazione in campo.

Il trascinatore in campo è stato Luis Aguiar, che ha chiuso la stagione con 15 gol e 8 assist giocando da centrocampista. In dote, oltre alla grande esperienza, Aguiar ha portato con sé anche un po’ di sana mistica latina: ogni volta che diventa papà, infatti, vince un titolo. E questo è accaduto anche quest’anno. Il suo talento, abbinato alle doti tecniche di Germán Pacheco, è risultato decisivo. L’argentino, nonostante qualche infortunio di troppo, nel finale di stagione ha risolto diverse situazioni delicate con i suoi calci piazzati. Il gruppo, inoltre, si è arricchito di alcuni elementi d’esperienza come Rinaldo Cruzado, ex Chievo e unico reduce del titolo 2006, e Luis Ramírez. Il Cachito ha ritrovato la nazionale grazie alle ottime prestazioni di quest’anno, candidandosi anche per un posto tra i 23 che andranno in Russia.

Il titolo vinto dall’Alianza ha fatto il giro del mondo in poche ore. Moltissimi ex, soprattutto quelli cresciuti nel settore giovanile alianzista, si sono complimentati per il risultato raggiunto dal club. A La Victoria sono cresciuti tanti talenti peruviani di epoca recente: da Paolo Guerrero a Claudio Pizarro, passando per Jefferson Farfán, Christian Cueva e André Carrillo. Tutti, nessuno escluso, hanno sviluppato un rapporto molto stretto con l’ambiente, tanto che anche a distanza di anni continuano a seguire la squadra.

Al “Matute”, nel cuore di La Victoria, i tifosi torneranno finalmente a godersi le gesta dei loro idoli in Copa Libertadores, competizione dalla quale l’Alianza manca da tre anni. L’ambiente è già carico: «Nemmeno a La Bombonera c’è il tifo che abbiamo qui», ha dichiarato durante la festa di domenica Leao Butrón, sfoggiando una maglietta dedicata ai rivali dell’Universitario che ha scatenato un vero e proprio caso diplomatico tra le due società.

La scritta “Ahora dilo sin llorar #SeVieneElQuino”allude ai rivali dell’Universitario che sono soliti utilizzare questa frase per sbeffeggiare l’Alianza

Per le polemiche comunque ci sarà tempo. Oggi conta solo una cosa: l’Alianza, undici anni dopo, si è ripresa il Perù.

Andrea Bracco